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La Fiorentina punta sul centravanti. Tutti i nomi nel mirino della società

di Francesco Gensini
L’attaccante Mateo Retegui
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L’attaccante Mateo Retegui

Gli “uomini mercato” di Commisso sanno di non poter sbagliare

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FIRENZE. Retegui o Lucca per restare dentro al campionato italiano, Pavlidis o En-Nesyri per varcare i confini nazionali guardando rispettivamente all’Az Alkmaar in Olanda e al Siviglia in Spagna, Pinamonti ancora per tornare al nostro calcio, oppure un nome che non sia uno di questi e che è stato accuratamente nascosto per lavorarci sopra in questi giorni: il centravanti era e rimane la priorità della Fiorentina nel mercato estivo nemmeno iniziato, e presto il club viola proverà a giocare a carte scoperte per mettere sul tavolo il prescelto a cui, poi, affidare la “responsabilità” del reparto offensivo.

I nomi sopra sono tutti accostati al club viola, perché in qualche modo “ospiti” voluti nella lista dei potenziali candidati a raccogliere l’eredità che è stata di Piatek e Cabral, Jovic e Nzola, Beltran e Belotti nel dopo Vlahovic, da quando cioè la Fiorentina ha perso un attaccante che al momento della partenza aveva segnato 17 gol in 21 partite disputate (16 nel solo girone d’andata) per monetizzare al massimo l’ultimo anno rimasto sul contratto del serbo (70 milioni più 10 di bonus la spesa della Juventus), ma senza però riuscire a sostituirlo con una risorsa tecnica di uguale contributo. E il compito rimane difficile, forse di più, perché gli uomini di mercato di Commisso sanno di non poter sbagliare, perché dalla scelta del nuovo centravanti dipenderanno i risultati. Non solo da quella, ovviamente, ma in buona parte sì, non avendo più la certezza di andare oltre quei limiti (con tantissima fatica) come ha fatto da gennaio 2022 a maggio 2024 Vincenzo Italiano.

Per dire: Belotti e Nzola, gli ultimi due centravanti, hanno firmato 3 reti a testa in campionato, contributo modesto che più non si può, eppure con 61 gol all’attivo la Fiorentina ha avuto il quinto miglior attacco della Serie A e va chiaramente ascritto a merito del tecnico adesso sulla panchina del Bologna, essendo riuscito a chiamare al contributo offensivo difensori, centrocampisti e gli altri attaccanti. Ma il nuovo corso targato Palladino va cominciato con alcune certezze e una di esse è indiscutibilmente il centravanti. Da Retegui a Pinamonti passando per Lucca, Pavlidis ed En-Nesyri, sono tutti prospetti che piacciono altrimenti non sarebbero stati presi in considerazione, ma nessuno davvero nel rapporto qualità-prezzo convince fino in fondo e induce la Fiorentina a fare il passo deciso in avanti. Considerando poi che l’investimento necessario va dai 20 ai 30 milioni, è quasi naturale che la società del presidente Commisso se ne rimanga in “posizione” d’attesa senza affondare il colpo. Valutando altri possibili obiettivi. E il discorso vale pari pari per il centrocampista, anzi per i centrocampisti, con l’esigenza di prenderne almeno due. Altro elenco lungo, altro screening in corso: Brescianini del Frosinone, il francese Bondo del Monza, l’uruguaiano Benavidez dell’Alaves, il norvegese Thorstvedt del Sassuolo e, sicuramente non ultimo candidato, da ieri pure Tommaso Pobega del Milan. Contatti, informazioni (il club ciociaro, ad esempio, vuole 12 milioni: troppi per la Fiorentina che va poco oltre la metà), agganci, tutto per capire, ma la strada che porta ad avviare una trattativa vera e propria è ancora lunga. Anche se un acquisto di spessore, meglio due, entro la fine del mese servirebbe a dare un po’ di slancio allo scarso entusiasmo di Firenze e dei tifosi viola.

 

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