Il Tirreno

Firenze

La Fiorentina riparte da undici Ecco il gruppo di Palladino

di Francesco Gensini
La Fiorentina riparte da undici Ecco il gruppo di Palladino

Tra le conferme Terracciano, Milenkovic, Dodô, Biraghi e Gonzalez Salvo sorprese saranno nella rosa del nuovo ct, ma nessuno è intoccabile

08 giugno 2024
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FIRENZE. Terracciano, e non solo perché il portiere è uno dei pochi ruoli indispensabili nel calcio, forse l’unico, poi Milenkovic e Quarta (che ha appena rinnovato fino al 2028, aggiungendo sulla carta altri quattro anni ai quattro già disputati in maglia viola per legarsi ancora più strettamente a Firenze) , Dodô e Biraghi con Kayode e Parisi alle loro spalle, anzi al loro fianco, essendo il 2004 cresciuto nel settore giovanile uno dei grandi prospetti del club e l’altro un investimento importante (10 milioni per prenderlo dall’Empoli un’estate fa) e va valorizzato, poi ancora Mandragora, Sottil, Beltran e, ultimo non certo per importanza, Nico Gonzalez. Undici, non a caso. Una squadra. Raffaele Palladino e la Fiorentina ripartono da questi undici, base fondante e portante del nuovo gruppo. Intoccabili no: quelli nel calcio non esistono più da anni.

E undici rappresentano un numero giusto per ricominciare, a cui magari è possibile aggiungere subito anche Ranieri, ma comunque questi sono dentro l’elenco che è sul tavolo e che l’allenatore ex Monza, il direttore sportivo Pradè e gli altri dirigenti del club di Commisso («Ogni decisione sarà condivisa e presa con Palladino», ha detto lo stesso Pradè martedì in conferenza stampa) integreranno con le aggiunte utili a dare una fisionomia competitiva alla Fiorentina. Ambizione, in una parola. Che parte chiaramente anche dal ricevere forza da chi nella scorsa stagione, e non solo, ha contribuito in maniera determinante ai risultati. Come Terracciano, uno dei portieri meno appariscenti ma più affidabili del campionato italiano. Come Milenkovic e Quarta, coppia di rendimento al netto di errori (il serbo viene da un’annata in chiaroscuro) e miglioramenti che, ritoccati insieme, possono alzare il livello di regolarità. Come i quattro esterni difensivi sopra ricordati, due per fascia, che forse non hanno avuto singolarmente una stagione scintillante (ognuno per motivi differenti e sempre chi più e chi meno), ma se si pesano sulla bilancia della qualità non è che ci sono tantissime squadre in giro che possono sfoggiare altrettanto. E, non a caso, tutti e quattro c’erano nella Fiorentina di Italiano e ci saranno nella Fiorentina di Palladino.

Sempre a scanso di cambiamenti di direzione che possono essere determinati da offerte irrinunciabili, qui si parla di calciatori confermati per scelta e senza “pressioni”. Il tecnico ex Monza ha dato il via libera anche per Mandragora, a volte sottostimato, a volte non in grado di esprimersi per quelle che sono le sue potenzialità, ma anche per tutto ciò il mediano campano rimane uno dei punti consolidati in un centrocampo che presenterà molte facce nuove. E poi l’attacco, il reparto che avrà bisogno dell’innesto più significativo nel centravanti, priorità che gli uomini di mercato di Commisso non possono sbagliare. Intanto, attaccante tornerà ad esserlo Beltran: seconda punta, per la precisione, che il ruolo che meglio gli si addice e che è quello in cui lo vuole impiegare Palladino, contando sulla capacità dell’argentino sia di rifinire che di accompagnare la prima punta. Ciò che sarà richiesto a Sottil, autore di una buona parte finale di stagione prima che un infortunio lo costringesse a stare fuori sul più bello: ma l’esterno, che per certe caratteristiche ricorda il Palladino calciatore, rimane chiaramente in gruppo per essere risorsa da mettere a frutto.

Infine, Nico Gonzalez. Per il quale il discorso è semplice e complesso insieme. Semplice perché con i suoi 15 gol all’attivo nel 2023-2024, con le sue caratteristiche nei trenta metri finali di campo, con la sua incisività, è uno che alla Fiorentina e all’allenatore di Mugnano farà (farebbe) sicuramente comodo. Complesso perché è uno di quelli che finirà sicuramente nell’obiettivo di qualche altra società specie all’estero: e allora si torna al discorso di prima e alle offerte che possono essere irrinunciabili. Ma ci sarà tempo.


 

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