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La lattera

Il presidente della Fiorentina Commisso: «Chiedo scusa per il mercato di gennaio. Non abbiamo intenzione di vedere»

di Francesca Bandinelli
Il presidente della Fiorentina Commisso: «Chiedo scusa per il mercato di gennaio. Non abbiamo intenzione di vedere»

Il patron manda una lettera ai tifosi: «Anche io sono deluso per la posizione in classifica in campionato: vogliamo crescere e migliorare»

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FIRENZE. È tornato in America subito dopo il ko di Atene in finale di Conference League, la coppa stregata per la Fiorentina. E con una lettera, prima letta dai suoi dirigenti al Viola Park, nell’apertura dell’appuntamento stampa in vista dell’inizio della nuova stagione, il presidente Rocco Commisso si è rivolto ai tifosi viola. Anche per rispondere al messaggio, arrivato a mezzo social, da parte dalla Curva Fiesole, pronta nel domandare risposte sul futuro di squadra e società. Il patron ha toccato diversi punti: ha ribadito che il club non è in vendita, come fatto in tutte le altre precedenti occasioni, ha chiesto scusa per il mercato di gennaio finito nel mirino della critica e ha confermato che anche lui si sarebbe aspettato qualcosa in più, pur ringraziando Vincenzo Italiano ed il suo staff per l’importante lavoro fatto nei tre anni alla guida tecnica del gruppo squadra.

La lettera
«Un’altra stagione è finita e desidero ringraziare, come ho fatto personalmente appena finita la gara di Atene, tutti i ragazzi, il mister e il suo staff, i miei collaboratori e tutti coloro che lavorano da noi per l’impegno e la serietà che anche quest’anno hanno dedicato alla Fiorentina. Il ringraziamento più grande va alla nostra tifoseria, che sempre ci ha seguito e che mai ci ha fatto mancare il proprio appoggio, di cui sarò sempre grato e che in questi ultimi giorni ha subìto, come tutti noi, la grande delusione per la sconfitta in finale di Conference League. Come ho sempre detto e dimostrato, i tifosi per me e la mia famiglia vengono prima di tutto e tutti. Mi dispiace non averlo ricordato anche al termine della partita, ma, come ho fatto il giorno stesso ad Atene, andando a salutare i tifosi viola presenti prima alla Fan Zone, non interessandomi a monumenti o ad altro, e dopo allo Stadio sotto la nostra curva, loro devono sempre sapere che il mio affetto e la mia vicinanza non sono cambiati. Come ho detto dopo la scomparsa di Joe Barone, mi sento ancora più unito e vicino a Firenze e alla Fiorentina.

Vorrei ringraziare, di vero cuore, Mister Italiano ed il suo staff. In questi tre anni hanno fatto un lavoro magnifico, hanno dato tutto, ogni giorno, per il bene della Fiorentina, hanno impresso un’identità di gioco incredibile alla squadra, che è stato riconosciuto da tutti, in Italia ed in Europa. Auguro al lui e a tutti i suoi collaboratori il meglio per il loro futuro perché meritano davvero grandi soddisfazioni.

La delusione per questa sconfitta è ancora enorme, comprendo la tristezza di chi era in Grecia, così come quella di chi ha seguito la partita dallo Stadio Franchi, dal Viola Park o davanti al proprio televisore e il loro dolore è anche il mio, di tutti noi. Sono il primo a essere deluso anche per la posizione di classifica in Campionato, ma la nostra volontà è quella di lavorare ancora di più per crescere e migliorare. Mi dispiace e chiedo scusa per il mercato di gennaio, anche io mi aspettavo e speravo in qualcosa di più per aiutare la squadra, ma non ci sono state tutte le condizioni o non siamo stati così bravi a trovarle, per riuscire a fare le operazioni che ritenevamo utili per migliorare la rosa. La Società continua ad andare avanti, non possiamo farci prendere dalla delusione del momento, ma dobbiamo trasformare la rabbia in unità e forza, quella forza che mi ha permesso, nel corso della mia vita, di crescere in tutte le Aziende in cui ho lavorato, compresa l’attuale Mediacom e, in cinque anni qui alla Fiorentina, di raggiungere diversi traguardi.

È quanto meno curioso vedere che quando ci sono dei momenti difficili, e nel calcio come nella vita ci sono e ci saranno sempre, qualcuno prova a immaginare o forse sperare in vendite della Società o fughe da Firenze, magari per molteplici tornaconti personali, ma noi non molliamo. Noi siamo qui! Io, mia moglie e la mia famiglia siamo felici di avere scelto e scoperto Firenze e la Fiorentina. Appena ci è possibile veniamo in questa città e passiamo il nostro tempo al Viola Park, allo stadio e in città con i nostri tifosi. Non abbiamo intenzione di vendere, credo di averlo ripetuto davvero tante volte. Noi abbiamo il desiderio di andare avanti e fare sempre meglio. Ricordo a tutti che ho preso la Fiorentina dopo che si era salvata all'ultima giornata dalla Serie B  e, in cinque anni, abbiamo raggiunto due Finali di Conference, una finale di Coppa Italia, ci siamo qualificati per tre volte consecutive in Europa, abbiamo costruito il Viola Park che rimarrà per sempre un bene del Club e di Firenze. I primi giorni dopo il mio arrivo ho detto che volevo riportare la Fiorentina dove la città di Firenze e i Tifosi Viola meritano, siamo a un passo dalle cosiddette “6 sorelle” e abbiamo riportato la Fiorentina stabilmente in Europa. Ho detto che la Fiorentina non avrebbe mai rischiato il fallimento e grazie a continui investimenti importanti e con grande attenzione alle regole economiche che esistono nel calcio ed al Fair Play Finanziario, anche se qualche illustre società continua a non rispettarle, noi siamo presi a esempio non solo in Italia ma anche in Europa come Società modello. Questi risultati non arrivano per caso, sono stati raggiunti attraverso programmazione, pianificazione, scelta delle persone e, sicuramente, anche degli sbagli. Noi vogliamo continuare a crescere, vogliamo continuare a rivivere le emozioni vissute fino ad ora, vogliamo festeggiare insieme ai nostri tifosi, vogliamo continuare il nostro percorso in Europa, vogliamo rendere il Viola Park sempre più importante e centrale per il nostro futuro, vogliamo come tutti una cosa sola: il bene della Fiorentina».

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