Sicurezza
Mandragora: «C’è tanta voglia di riscatto e di festeggiare»
Il centrocampista racconta l’amarezza della scorsa finale e la determinazione con cui lui e i compagni della Fiorentina stanno preparando la sfida di Atene
FIRENZE. «La voglia di cancellare l'errore che ho commesso l'anno scorso nella finale di Conference con il West Ham è tantissima, è il mio più grande rammarico, mercoledì ad Atene io e i miei compagni daremo la vita». La voce di Rolando Mandragora è asciutta e decisa, il piglio battagliero, fosse per lui sarebbe già in campo all'Aek Arena, sede dell'ultimo attesissimo atto della competizione europea che per la seconda stagione consecutiva vede la Fiorentina in lizza per conquistare il trofeo, avversari i greci dell'Olympiacos. Non vede l'ora il centrocampista viola anche per rifarsi, insieme alla propria squadra, della delusione patita un anno fa, di riscattare quell'errore (una ghiotta occasione da gol) che finì per pesare sul risultato. «E' passato del tempo e l'ho superata però resta il dispiacere e sono cresciute la voglia e l'ambizione di farmi trovare pronto», il concetto ribadito più volte negli ultimi mesi, soprattutto alla vigilia di una gara europea, è più che mai attuale a pochi giorni dalla finalissima di Atene, l'appuntamento più importante della stagione (e probabilmente anche della carriera) non solo per Mandragora ma anche di molti suoi compagni di club. «L'occasione per ripagare è arrivata e spero di fare meglio. Dobbiamo fare tutti tesoro degli sbagli commessi. Se dovessi indicare un giocatore che potrebbe essere decisivo mercoledì? Faccio il nome di Nico Gonzalez, è il primo che mi viene in mente, è stato determinante in tante occasioni da quando veste la maglia viola, secondo me può esserlo anche in finale, me lo auguro e glielo auguro di cuore».
« Nessun dubbio che l'ambiente e l'avversario saranno molto diversi rispetto a una stagione fa a Praga ma il fine ultimo rimane lo stesso, vincere e aggiudicarsi l'ambito trofeo e approdare alla prossima Europa League. «Ci aspettiamo una partita diversa – aggiunge Mandragora – e comunque la stiamo preparando con grande attenzione e meticolosità, curando ogni dettaglio. Cosa serve per fare bene? Serviranno tante cose, una grande Fiorentina, una grande abnegazione e partecipazione, un grande spirito di sacrificio, tanta concretezza una grande fame di portare a casa qualcosa che manca a Firenze da troppi anni. Sappiamo che i percorsi non sono mai semplici ma siamo ambiziosi e determinati».
Nel clan viola tutti non vedono l'ora di poter alzare al cielo la coppa e fare festa con i tifosi che si muoveranno in massa per seguire la squadra in Grecia ma tantissimi saranno anche quelli che trepideranno davanti alla tv o davanti ai vari maxischermi allestiti in città, allo stadio Franchi, al Viola Park. Una città intera che come sogna una notte magica. «Siamo contenti di avere tanti tifosi al seguito, ci hanno sempre sostenuto in ogni trasferta europea rivelandosi fondamentali, a maggior ragione la loro carica sarà determinante mercoledì ad Atene, sono sicuro che ci spingeranno verso il traguardo tanto atteso». Mandragora però è convinto che si rivelerà un prezioso aiuto anche l'esperienza accumulata in questi tre anni sotto la gestione Italiano. «Siamo cresciuti sotto vari punti di vista, speriamo che il campo dia le risposte sperate. Abbiamo tutti una gran voglia di rivincita, portare a Firenze la coppa sarebbe la ciliegina sulla torta per noi e per tutto il popolo viola». Il clima dentro e attorno alla squadra viola è di forte trepidazione come è comprensibile che sia, in tutti c'è la consapevolezza delle insidie e delle difficoltà che una finale racchiude sempre, sia essa europea o di Coppa Italia, ma s'avverte anche tanta convinzione. «Come tutti arrivo a questo appuntamento con grande fiducia. C'è questo sogno che inseguiamo da tempo e che vogliamo realizzare a tutti i costi per noi, per Firenze, per la società. Negli ultimi due anni abbiamo disputato oltre 120 partite, vogliamo chiudere il cerchio nel migliore dei modi. Ci aspetta la terza finale consecutiva. Se sarà la volta buona? Spero tanto di sì».
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