Gioco
La Fiorentina si gioca il futuro Tre trasferte per l’Europa
Il cammino tracciato per la Viola la vede tre volte lontano dallo stadio Franchi Si comincia domani sera a Cagliari, poi sarà la volta di Atene, e infine Bergamo
FIRENZE. Tre trasferte per l’Europa. Il cammino della Fiorentina, giunta al tramonto di questa ennesima intensa stagione, la vede lontano da Firenze due volte in campionato a iniziare da domani sera a Cagliari nell’anticipo dell’ultima giornata, poi nella sfida in assoluto più attesa, la finale di Conference League il 29 maggio ad Atene contro l’Olympiakos.
In palio c’è l’Europa presente – un trofeo riempirebbe un vuoto in bacheca che a livello continentale dura dagli inizi degli anni Sessanta – ma anche quella futura. Perché blindare intanto l’ottavo posto significherebbe disputare per la terza volta di fila i preliminari di Conference, competizione in cui la squadra viola ha dimostrato almeno sotto la gestione di Vincenzo Italiano di trovarsi quanto mai a proprio agio. E poi perché vincere la finalissima di Atene, dopo aver perso quella di un anno fa a Praga contro il West Ham, permetterebbe alla Fiorentina di accedere alla prossima Europa League e dunque di compiere un ulteriore salto a livello di importanza, prestigio, visibilità e introiti economici. Mai come stavolta insomma le ultime partite della stagione s’annunciano decisive, determinanti e dunque da non fallire. Il tecnico viola dal suo arrivo a Firenze ha dimostrato di saper tenere compatto e concentrato il proprio gruppo, mantenendo tutti sul pezzo – titolari e seconde linee – proprio perché, come ama ripetere, disputando tante gare su più fronti c’è davvero bisogno dell’intero organico. Le scelte per la trasferta di domani a Cagliari, contro la formazione di Claudio Ranieri che dopo la vittoria ottenuta in casa del Sassuolo ha matematicamente già raggiunto la salvezza (ennesima impresa dell’ex allenatore viola), terranno inevitabilmente conto della grande sfida di Atene ma Italiano non lascerà nulla di intentato e farà in modo di schierare una squadra competitiva per riuscire a conquistare quello che sarebbe il secondo successo esterno da inizio 2024 in Serie A dopo il 2-0 ottenuto un mese fa a Salerno: mancano appena due punti per chiudere la pratica ottavo posto e respingere gli ultimi assalti di Torino (distante un punto) e Napoli (distanziato di due), dunque vincere domani sarebbe più che sufficiente, anche se i viola hanno un’altra possibilità per incamerare punti avendo da recuperare la gara con l’Atalanta – terza e ultima trasferta stagionale – rinviata il 17 marzo per il malore costato la vita a Joe Barone e programmata per il 2 giugno a campionato ormai concluso. Oggi al Viola Park si terrà il Media Day organizzato dall’Uefa ad una settimana esatta dalla finale di Conference ma inevitabilmente Italiano e i suoi giocatori dovranno anche prepararsi per la gara di Cagliari con l’obiettivo-auspicio di ripetere quanto ha fatto l’Atalanta sabato scorso, andando a vincere sul campo di un Lecce già salvo, raccogliendo così i punti necessari per consolidare la zona Champions. La Fiorentina dovrà provare a fare altrettanto contro la formazione sarda per poi tuffarsi a capofitto, testa, cuore, gambe, sulla partitissima di Atene. «L’attesa cresce ogni giorno, nei momenti di tranquillità la si sente ancora di più –racconta Pietro Terracciano intervenuto a Radio Serie A – . Prima abbiamo un impegno importante a Cagliari, dobbiamo concentrarci sul campionato perché ti dà la certezza di arrivare in Europa. Po è ovvio che il pensiero alla finale c’è sempre, è un appuntamento fondamentale sia per tutti noi sia per Firenze». «Dopo l’anno scorso – prosegue il portiere viola – sappiamo già ciò che ci aspetta e quell’esperienza dovrà esserci di grande aiuto. A livello emotivo arriviamo più pronti, e inoltre abbiamo un debito verso Joe Barone e la sua famiglia, faremo di tutto per riportare a Firenze una coppa che manca da troppi anni, per dedicarla a lui e a tutti i nostri tifosi». Prima Cagliari, poi Atene, infine Bergamo: l’Europa della Fiorentina passa da lì.
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