Sicurezza
Beltran La rinascita di rigore
L’attaccante argentino ha trascinato la Fiorentina in finale di Conference League Ora Italiano si aspetta il massimo per la volata finale in campionato: i suoi gol sono oro
FIRENZE. Lunedì potrebbe restare fuori dai titolari, rimanere tutto il tempo in panchina o subentrare a gara in corsa. Comunque sarà, è indubbio che Lucas Beltran sia tra i protagonisti della Fiorentina e la gara con il Monza rievoca in lui dolci ricordi visto che all’andata lo trafisse regalando alla propria squadra tre punti d’oro, che la proiettarono al quarto posto, ovvero in piena zona Champions. Era il 22 dicembre 2023, grazie a quella rete, la terza per lui in campionato dopo quelle fatte alla Salernitana e al Verona (entrambe le gare coincisero con altrettante vittorie), la Fiorentina e i suoi tifosi trascorsero un Natale in...alta quota, sognando e facendo sognare. Alcuni mesi dopo riecco il Vikingo – questo il soprannome affibbiatogli in patria per via dei suoi capelli rossicci e la carnagione chiara - diventare decisivo in Conference League, competizione nella quale ha messo a segno i suoi primi gol con la maglia viola (doppietta al Cukaricki nella fase a gironi). Il momento in cui, mercoledì sera in casa del Bruges, insacca il rigore che ha proiettato la Fiorentina verso la finale di Conference del 29 maggio ad Atene contro l’Olympiakos, resterà indelebile nei suoi ricordi. A cinque minuti dal termine, con la formazione belga avanti per 1-0 e lo spauracchio dei supplementari ormai alle porte in virtù del 3-2 conquistato dai viola nella gara d’andata, ecco l’argentino classe 2000 portarsi sul dischetto dopo un breve confabulare con l’amico e connazionale Nico Gonzalez – il primo rigorista della squadra reduce però da due errori di fila – guardare per un attimo il portiere avversario e quindi beffarlo con un tiro secco e preciso sul quale lo stesso Mignolet non ha potuto fare altro che sfiorare il pallone senza però fermarlo. Prima Vincenzo Italiano, i compagni, i quasi duemila tifosi al seguito con il fiato in sospeso, poi l’esplosione della gioia e della felicità per quel rigore pesantissimo e preziosissimo che permetterà alla Fiorentina di riprovare a lottare per il trofeo perso un anno fa a Praga contro il West Ham. Quella notte del 7 giugno Beltran non c’era – è stato acquistato qualche mese dopo dal River Plate – fra poco più di due settimane avrà la possibilità di battersi per questa coppa che manca a Firenze da troppo tempo. Prima però c’è da assolvere gli ultimi compiti in campionato dove lui insieme ai propri compagni devono provare a raccogliere più punti possibili dei pochi ancora rimasti a disposizione per cercare di restare nel gruppetto “europeo’”. Quindi la gara di lunedì con il Monza, la prima delle due consecutive al Franchi (la successiva sarà con il Napoli, venerdì 17), ha una grande importanza e non solo perché c’è da riscattare il passo falso di domenica scorsa sul campo del Verona. Contro la formazione di Palladino, fra l’altro uno dei nomi accostati da tempo alla futura panchina viola, Beltran ha già dimostrato come si fa: all’andata, all’U-Power Stadium, sfruttò abilmente e prontamente una papera di Di Gregorio. Tiro, gol e tre punti in dote alla Fiorentina che salì in zona Champions. Con il gol dell’altra sera a Bruges l’attaccante argentino “trasformato” in trequartista da Italiano ha condotto alla finale ed è arrivato a quota 10 stagionali, di cui 4 realizzati nel torneo europeo e 6 in campionato dove però il digiuno comincia ad essere lungo: l’ultimo sigillo in A, preceduto da quelli fatti a Udinese e Lecce, risale al 18 febbraio in casa dell’Empoli (1-1), ovvero quasi tre mesi fa. Motivo in più per Beltran detto il Vikingo per cercare di cavalcare l’onda e intonare l’inno alla gioia.
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