Gioco
Viola, Mandragora ci ha preso gusto L’uomo delle Coppe guarda alla Juve
Il procuratore: «Guarda all’azzurro, prova sempre ad alzare la sua asticella»
FIRENZE. «Vogliamo un trofeo: c’è da ballare e noi balliamo». Parola di Rolando “Rolly” Mandragora che non è tipo da promesse, ma da (buone) intenzioni sì. Non è nemmeno tipo da voli di fantasia, ma da cose concrete sì: come il gol da 27,5 metri segnato mercoledì sera contro l’Atalanta che nemmeno un super portiere come Carnesecchi è riuscito a intercettare, tale e tanta erano la precisione e la forza del tiro vincente con cui la Fiorentina ha fatto propria la semifinale d’andata di Coppa Italia. La squadra viola e Mandragora vogliono tornare all’Olimpico e prendersi la rivincita dopo la sconfitta di un anno fa con l’Inter. Magari davvero contro la Juventus, prossima avversaria in campionato. E allora ballano. «È stato uno dei gol più belli nella mia carriera - ha aggiunto il centrocampista campano nel post gara di l’altro ieri - ed è stato per me una grande gioia, soprattutto perché è servito per conquistare la vittoria, sebbene ci meritassimo uno scarto superiore. Ne avevamo bisogno, anche se a livello di prestazioni non ci siamo mai fatti trovare impreparati: ci godiamo questo successo e ci proiettiamo subito alla trasferta in casa della Juventus: al ritorno penseremo più avanti, ma anche a Bergamo vogliamo fare una grande partita e andremo là pieni di fiducia». E intanto, a proposito di gol, sono cinque quelli segnati da Mandragora, di cui quattro in questo 2024 decisamente ad ottimi livelli per l’ex Torino. A proposito: mercoledì sera, al “Franchi”, c’era Luciano Spalletti, forse per seguire Scamacca da vicino. Magari per “Rolly” è tardi per puntare a un posto nell’Italia che sarà all’Europeo in Germania, ma un’ambizione anche recondita è consentita, anzi lecita: di centrocampisti che giocano così, che segnano così, non ce ne sono tanti in giro. E a cinque gol, tanto per dire, Mandragora in una stagione non c’era mai arrivato: quest’anno c’è riuscito già a inizio aprile (3 in campionato, 1 in Conference League e 1 fresco fresco in Coppa Italia), e mai banali, piuttosto pesanti come il 3-3 a Budapest contro il Maccabi Haifa, apripista per il sorpasso definitivo firmato da Barak, oppure il vantaggio contro la Roma in una delle gare dal più alto coefficiente di recriminazione in casa viola. In poche parole: Rolando Mandragora si sta imponendo come uno degli elementi più importanti e decisivi nel gruppo di Italiano e lo sta facendo nel momento che conta, quando cioè la Fiorentina si gioca tutti gli obiettivi fissati ad agosto. E ora, quindi, diventano determinanti i calciatori più in forma, più motivati, più in linea con gli obiettivi stessi senza ostacoli di alcun genere.
Come “Rolly”. Che non ne fa una questione personale, ma di squadra, ben sapendo con intelligenza che è solo attraverso i traguardi raggiunti dalla Fiorentina che può conquistare i traguardi personali. Era questo il suo chiodo fisso quando le panchine erano più delle presenze da titolare, è così che adesso il palcoscenico lo vede protagonista partita dopo partita, competizione dopo competizione. Non a caso, mentre tutti gli facevano i complimenti per lo stupendo gol-vittoria contro l’Atalanta, Mandragora metteva subito la Juventus nel mirino. La sua ex squadra. «Rolando - ha detto il suo procuratore Luca De Simone a Radio Sportiva -. si sta godendo il gol bello e “pesante” realizzato all’Atalanta e pensa solo al presente, tanto più che c’è un contratto in essere fino al 2026 con la Fiorentina e Rolando a Firenze sta benissimo. La Nazionale? Ha fatto trafila in tutte le Nazionali giovanili e il pensiero di poter indossare di nuovo la maglia azzurra e ed è il motivo per cui cerca sempre di alzare sempre l’asticella delle proprie prestazioni: speriamo che a fine stagione lo pongano al centro delle attenzioni del commissario tecnico Spalletti».
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