Il Tirreno

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Belotti-Giroud, sfida tra giganti

di Francesco Gensini
Belotti-Giroud, sfida tra giganti

L’attaccante viola punta a farsi leader, il milanista vuole lasciare il segno prima di partire, la gara del Franchi accende i riflettori sui due bomber, entrambi con la valigia in mano

28 marzo 2024
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FIRENZE. Un centravanti con la valigia che a giugno tornerà da dove è arrivato solo a gennaio - a meno di una nuova trattativa - contro un centravanti che la valigia ce l’ha già pronta (quasi) per andare invece negli Stati Uniti (costa ovest, destinazione Los Angeles) a inseguire non un sogno americano, ma la fine ricca di una carriera gloriosa. Fiorentina-Milan è anche centravanti contro: di qua Andrea Belotti e di là Olivier Giroud. Di qua 110 gol in Serie A in una carriera spesa tutta in Italia tra Albinoleffe, Palermo, Torino, Roma e Fiorentina, di là 226 reti (36 nel nostro massimo campionato) in una carriera internazionale che è iniziata ovviamente in Francia (Grenoble, Istres, Tours, Montpellier) ed è diventata d’élite a Londra (Arsenal e Chelsea) per poi completarsi a Milano. L’esito della sfida tra viola e rossoneri non lo decideranno solo loro due, però una bella fetta sì e il duello è più incerto di quello che può sembrare a colpo d’occhio sui numeri.

Anche se Belotti da quando è a Firenze - e sono due mesi esatti - ha realizzato un gol appena in 9 presenze e 655 minuti disputati. E anche se Giroud continua ad essere punto di riferimento in campo e fuori per la squadra di Pioli, portandosi dietro oltre ai 14 centri in 36 presenze stagionali, un bagaglio d’esperienza e di personalità che a 37 anni lo fanno essere ogni volta imprescindibile per gli obiettivi del Diavolo. Almeno fino a giugno. Belotti compensa quella che potrebbe e può essere la differenza di valori tecnici nei confronti del “rivale” con l’impegno, la foga agonistica, la generosità, che comunque in questi in due mesi sono serviti alla formazione di Italiano per dare più peso e più incisività là davanti come spesso e volentieri non li aveva avuti prima dell’ingaggio del “Gallo”.

Il “Franchi” tutto in piedi a salutare l’uscita dal terreno di gioco di Belotti a pochi minuti dal termine di Fiorentina-Roma è lì a dimostrare quanto valore abbia la punta bergamasca per la squadra viola e quanto questo valore sia apprezzato dai tifosi. A proposito di obiettivi, quelli della Fiorentina passano indiscutibilmente anche dai piedi, dalla testa e dal rendimento del centravanti lombardo in queste almeno 14 gare che mancano alla conclusione dell’annata e se dovessero essere 18 con il raggiungimento delle due finali di Coppa Italia (all’Olimpico di Roma) e di Conference League (ad Atene), vorrà dire che per forza di cose ci avrà messo molto del suo. In quel caso e a quei giorni, cioè a fine maggio con vista su giugno, non è detto che le strade della Fiorentina e di Belotti debbano separarsi a tutti i costi, e che quella valigia vada fatta per trasferire di nuovo tutta la famiglia nella Capitale.

Il prestito è secco e oneroso (850mila euro), ma i due club ne riparleranno comunque: la Roma per provare a capire se puntare di nuovo su Belotti, il club di Commisso - che a quel momento saprà se andrà avanti ancora con Italiano in panchina oppure se la scelta del nuovo allenatore sarà diventata la priorità - per immaginare se trovare al “Gallo” un posto nel gruppo dell a prossima stagione. E tutto dipende da come terminerà questa (stagione), dentro cui Fiorentina-Milan di sabato sera rappresenta senza dubbio uno degli appuntamenti più significativi per cominciare a schiarirsi le idee.

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