Gioco
«Guardia alta e continuità»
Fiorentina Mister Italiano non si fida del Maccabi Haifa e cerca di scuotere i suoi. «Difettiamo di costanza, dobbiamo rimediare immediatamente a questa situazione»
FIRENZE. Stasera non sarà in panchina e allora Vincenzo Italiano le linee guida per la sua squadra, oltre ad averle già date nel chiuso dello spogliatoio e soprattutto sui campi del Viola Park, le affida anche alla conferenza stampa della vigilia, unico contatto in qualche modo diretto con la partita di ritorno con il Maccabi Haifa a causa della giornata di squalifica: era diffidato e l’ammonizione rimediata dall’arbitro lituano Rumsas nelle fasi più concitate delle gara di Budapest lo costringerà a fare lo spettatore non pagante stasera al “Franchi”. E a fare il filo diretto con i suoi collaboratori, primo tra tutti Daniel Niccolini, figlio di Maurizio, storico dirigente del settore giovanile viola, che lo segue addirittura fin dai tempi dell’Arzignano in Serie D nella stagione 2017-18. «Un’ammonizione non giusta – ha detto Italiano in conferenza stampa – che mi è costata la squalifica, ma sono cose che accadono. È la prima volta da quando siedo su una panchina professionistica ad essere costretto a seguire la mia squadra lontana dal campo, ma i calciatori dopo tre anni sanno quello che voglio e poi ci penserà il mio staff a gestire tutto da vicino». E allora testa alla partita di stasera, testa al Maccabi e a tutto quello che serve per eliminare la formazione israeliana ed accedere ai quarti di finale, prossimo passo verso la finale di Atene. «Abbiamo un piccolo vantaggio – ha aggiunto il tecnico viola – che dovremo essere bravi a sfruttare, però soprattutto dovremo essere pronti a replicare subito alla loro voglia di ribaltare proprio il risultato di Budapest: per questo non dobbiamo assolutamente sbagliare l’approccio. Sono sicuro che l’esperienza accumulata in Europa ci servirà per non commettere quest’errore. Ripeto: il 4-3 di Budapest ci dà un piccolo vantaggio, ma ciò non significa speculare. Non l’abbiamo mai fatto e in questa maniera siamo arrivati fino in finale la scorsa stagione: è vietato abbassare la guardia se si vuole arrivare in fondo». Messi i puntini sulle i per quello che riguarda quello che la sua Fiorentina non deve fare, Italiano sottolinea poi un altro aspetto che se corretto e modificato può diventare decisivo per raggiungere gli obiettivi. «Difettiamo di continuità di prestazioni e non da oggi. A Budapest abbiamo concesso due-tre situazioni evitabili, mentre tre giorni dopo contro la Roma e contro avversari di caratura mondiale abbiamo disputato una gara molto attenta. È una questione di continuità che dobbiamo rimediare, sapendo quanto valgono gli impegni che ci attendono in questi due mesi e che cosa metteranno in palio». La finale di Conference League, ad esempio, che è in cima ai suoi pensieri, mentre non lo è al momento il suo futuro, se cioè sarà ancora a Firenze o se sarà lontano da Firenze: con un contratto in scadenza che si rinnova in automatico con la conquista dell’Europa League per l’opzione di un altro anno a favore della società, è anch’essa questione delicata che Italiano vuole affrontare più avanti in un appuntamento che si sono già dati lui e i dirigenti. «Ne ho già parlato con il club e in società conoscono il mio pensiero, ma in questo momento siamo concentrati sulle tre competizioni in cui siamo in corsa e solo alla fine vedremo dove saremo arrivati. Metterei la firma per vincere un trofeo e regalarlo al presidente Commisso». La squadra è sicuramente in grado di riuscirci, però il cammino è ancora lungo e impegnativo e il primo ostacolo da superare si chiama Maccabi Haifa. Dove servirà la versione migliore di Fiorentina: eventualmente anche dal dischetto degli undici metri. «In campionato stiamo vivendo la maledizione dei rigori, ma i ragazzi per primi sono stufi di questa situazione. Ci stiamo allenamento per risolvere il problema e sono convinto che lo faremo presto. Togliendoci anche belle soddisfazioni».
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