Gioco
Fiorentina. L’asticella adesso si alza. Con la Roma per lo strappo europeo
I dubbi di formazione ruotano attorno a chi sostituirà Beltrán e al modulo
FIRENZE. Talmente compresso il calendario che Vincenzo Italiano ieri ha concesso un giorno di stacco al gruppo di rientro a notte fonda da Budapest e così alla ripresa oggi sarà già vigilia di Fiorentina-Roma, che partita banale proprio non è: se non bastasse il carico di tradizione e di sfide passate che si porta dietro, c’è la posta in palio con aspettative che hanno il sapore di Europa League per i viola e di Champions per i giallorossi, fatti diventare irrefrenabili o quasi da De Rossi.
E a dare un significato preciso alla sfida di domani sera al "Franchi". Che il tecnico siciliano e i suoi prepareranno in pratica in 24 ore, affidando la parte tattica alle conoscenze ormai acquisite in questi mesi, sperando che basti per compensare la forza dirompente attuale di Lukaku e Dybala, mentre per la parte tecnica che sposterà le scelte di formazione che Italiano ha già dimostrato di avere in testa con l’undici iniziale schierato contro il Maccabi Haifa sarà fondamentale l’allenamento odierno.
Resta un piccolo, grande dubbio ad animare questa vigilia: chi gioca al posto di Beltrán, squalificato? Detto che torna Belotti là davanti dal primo minuto, dopo averne giocati una ventina in Conference proprio per essere pimpante là davanti al secondo appuntamento consecutivo con il suo passato, la sostituzione dell’argentino introduce due ipotesi di natura tattica: se Italiano conferma il 4-2-3-1, sarà un ballottaggio all’ultimo respiro tra Bonaventura e Barak per il ruolo da trequartista "classico" in questo schema che da un anno e mezzo è il caposaldo dei sistemi di gioco viola; se Italiano, com’è stato per la prima volta in assoluto contro la Lazio e come ha ripetuto pochi giorni più tardi a Torino contro i granata, punterà in campionato ancora sul 4-1-4-1, allora non rinuncerà a nessuno dei due che insieme sono stati mente e braccio del gol per vincere a Budapest.
C’è un però e riguarda Arthur: solo con il brasiliano in campo è possibile lo schema "rivoluzionario", ma anche questo lo sapremo solo in extremis visto che l’ex Juventus non ha partecipato alla trasferta ungherese per recuperare dal trauma distorsivo rimediato contro il Toro. Infine, Martinez Quarta è pronto a rilevare uno tra Milenkovic e Ranieri in difesa.
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