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Serie A

Italiano punta tutto sulla continuità. Juric rilancia: «Conta solo vincere»

di Francesca Bandinelli

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Toro-Fiorentina va oltre i 3 punti: i sogni europei passano da questo match

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FIRENZE. Vincere per provare ad accorciare la classifica, avvicinandosi ancora un altro po’ ad accarezzare il sogno di un’Europa più prestigiosa, ma soprattutto per gettare alle basi di una ri-partenza, dopo il successo in rimonta conquistato lunedì scorso contro la Lazio. Vincenzo Italiano, a dire il vero, pensa soprattutto a quest’ultimo particolare: «L’unica cosa che conta, adesso, è trovare continuità - ha detto intervenendo ai canali della società -, anche perché, in questo senso, non riusciamo ad essere troppo costanti. Abbiamo lavorato per dare valore all’ultimo successo, consapevoli che attraverso quanto fatto vedere negli scorsi 90 minuti si può ottenere il massimo». Non si fida del Torino l’allenatore viola, conosce bene le "trappole" che i granata sono in grado di disseminare in campo. «Queste non sono mai gare scontate. Affronteremo una squadra che aggredisce e che non lascia spazi per giocare, ma siamo consapevoli di quello che ci attende, ovvero una partita dispendiosa, da giocare con ritmi altissimi. Cercheremo di controbattere colpo su colpo». La buona notizia, per quanto attesa, è quella del rientro a disposizione del brasiliano Dodô: «Si riaggrega al gruppo, siamo molto contenti del percorso che sta facendo. Tornerà a riassaporare il clima delle partite, sarà un bene». Gli servirà tempo per tornare quel giocatore capace di fare la differenza lungo la catena di destra, ma quel che conta è che il peggio è archiviato, ormai alle spalle. Italiano pensa al presente.

Il ritorno del palcoscenico internazionale con la Conference League, per il momento, è lontano. «Dobbiamo restare concentrati su questo primo impegno - ha continuato il tecnico -, la concentrazione sul campionato deve essere massima. Poi ci proietteremo sull’andata degli ottavi, contro il Maccabi Haifa. Ho parlato con i ragazzi: gli ho ribadito che una prestazione come quella con la Lazio la si può ottenere solo mettendoci dentro "furore" e cercando sempre di garantire, ciascuno, il massimo. L’applicazione fa la differenza». Servirà attenzione, certo, e capacità di sfruttare ogni più piccola occasione specie contro un avversario che davanti al proprio pubblico ha perso solo due volte su 13 gare, con Lazio e Inter. Per altro, la porta granata, inviolata in 12 occasioni su 25, tra le mura amiche, spesso e volentieri è diventata un vero e proprio fortino, restando imbattuta otto volte su 13 partite giocate davanti al pubblico di casa. Il coefficiente di difficoltà per la Fiorentina, insomma, è considerevole, per niente da sottovalutare.

Dall’altra parte, Ivan Juric, il tecnico dei granata, non ci gira intorno: «Abbiamo fatto grandi prestazioni, ma c’è il rammarico per i risultati: diminuendo le partite i punti diventano più pesanti, quindi contro la Fiorentina sarà mega importante». Le attenzioni saranno concentrate su Belotti, uno che nall Torino granata conoscono benissimo: «Vogliamo utilizzare Rodriguez e Buongiorno sarà titolare - ha continuato l’allenatore croato - e speriamo che fermi il Gallo: qui era un idolo ed era amato come nemmeno Milito al Genoa. Poi si è lasciato male ma è un giocatore molto forte. Abbiamo perso le ultime gare soltanto per dettagli, ma dobbiamo credere in ciò che facciamo: possiamo affrontare chiunque per fare risultato: dobbiamo essere mentalmente forti e proseguire con lo spirito che stiamo mettendo in campo negli ultimi mesi». La posta in palio è altissima, da una parte e dell’altra: in palio, oltre ai punti, c’è soprattutto un passaporto per sognare.

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