Il Tirreno

Firenze

Italiano è soddisfatto. «Ho visto la voglia di vincere del gruppo»

di Francesca Bandinelli
Italiano è soddisfatto. «Ho visto la voglia di vincere del gruppo»

L’allenatore: «Siamo entrati in campo affamati»

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FIRENZE. Vincenzo Italiano si gode il momento, ma più di ogni altra cosa sottolinea tutto quello che, stavolta sì, è andato esattamente secondo i piani. «Si è vista la voglia di vincere, quella che avevamo invece abbandonato nei quattro minuti finali di Lecce. Stavolta siamo entrati in campo affamati e siamo stati concreti». Ha ragione il tecnico, ma subito precisa il perché: «Abbiamo fatto gol con tutti, a cominciare da Belotti che, per come è arrivato lo meritava. Mi ha stupito da subito per la gran voglia di determinare mostrata in questi giorni. Ha lo spirito che deve avere ogni attaccante, ovvero quello del trascinatore: ripeto poi che quello che non deve mai venire meno è la fiducia, insieme all’entusiasmo. E poi sono contento, siamo riusciti a vincere la prima gara in Serie A del 2024».
Il coro che la Fiesole gli ha dedicato, in avvio di gara, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0 ha una genesi ben precisa: «Sabato abbiamo avuto un incontro con gli ultrà, sempre molto schietti e onesti. Ogni volta, ne usciamo carichi e con qualcosa di positivo addosso. Sentire la gente che grida il tuo nome è una delle cose più belle che il calcio ti può regalare, ho ancora i brividi. La nostra è una curva che determina: li ringrazio col cuore in mano per la capacità che hanno di trainarci». Le sue parole vanno a toccare tutti gli argomenti, non dribbla nulla l’allenatore viola: «Se sono allenatore o psicologo? Ho semplicemente toccato le corde giuste. In questo periodo abbiamo pagato tanti errori: i rigori, il vantaggio di Lecce smaterializzato in quattro minuti. Spesso stacchiamo la spina, non deve accadere perché poi tocca reagire e fare prestazioni di questo livello. Il punto di partenza deve essere sempre il furore agonistico che stavolta ci ha permesso di vincere». Quanto al mix formato da Belotti più avanzato e Beltrán a rifinire, Italiano ha poi aggiunto: «È una soluzione già adottata in precedenza, con Lucas che viene fuori a legare il gioco. È bravo a farlo ed è un’altra opzione rispetto a quelle che avevamo usato prima. Con il ritorno del doppio impegno serviranno tutti, e tutte le soluzioni. Bonaventura in panchina? Bisogna trovare l’assetto migliore anche in base ad avversari e stato di forma. Di gerarchie ben definite ne esistono poche».
A incorniciare la giornata ci ha pensato il Gallo Belotti, di nuovo in rete dopo un’attesa di oltre tre mesi. «La giornata è stata fantastica, segnare subito sotto la Fiesole è stato bellissimo. La cosa importante però era tornare a vincere e a divertirci. Lo abbiamo fatto e credo che questa sia la cosa più importante. Sono arrivato da poco, sapevo che avevo bisogno di una squadra che mi facesse esprimere. E quando c'è stata l’opportunità non ho avuto dubbi. Ho parlato anche con Italiano: ho la sensazione di poter dimostrare il mio valore. L’Europeo? Sicuramente è un mio obiettivo, ma dipenderà tutto da quello che sarò in grado di fare sul campo con la Fiorentina. Dovesse arrivare una chiamata, sarei felicissimo: mi auguro che Spalletti venga qui al Franchi a vedermi, ma so che guarda tutte le partite. Lui è un maestro di calcio».
Nicolas Gonzalez, dal canto suo, di nuovo titolare dopo essere rientrato gradualmente dopo l’infortunio muscolare subìto contro la Roma, lo scorso dicembre, si è finalmente gettato alle spalle le scorie lasciate dal rigore fallito due turni fa contro l’Inter. «Avevamo bisogno di questa vittoria, era tanto tempo che non ci riuscivamo. Abbiamo lavorato tanto in settimana per essere protagonisti di una bella prestazione e penso che ce l’abbiamo fatta, vincere 5-1 non è facile. Sono contento perché la squadra ha dimostrato che siamo capaci di reagire». Si è già resettato l’argentino, aveva solo bisogno di rimettere la giusta quantità di benzina nel serbatoio per tornare ad essere protagonista. «Come calcerò il prossimo penalty - ha detto dai microfoni di Sky -. Come lo batto sempre, non devo cambiare. Io sono così, non sono un robot, posso sbagliare. Serve per imparare, poi nel calcio di oggi tutti i portieri guardano come calciano i rigoristi, devo essere preparato. Di destro? Se rivedo il gol, forse va a finire che ci provo (ride, ndr)». Ora bisogna solo continuare. 
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