Sicurezza
Viola. Col Frosinone è un bivio
La risposta più importante deve arrivare dai senatori, da Bonaventura fino a Gonzalez. Serve una vittoria scaccia crisi e la sfida del Franchi ora è il banco di prova più atteso
FIRENZE. Ritrovarsi subito, prima che sia troppo tardi. Col Frosinone, rischia davvero di essere un bivio. Serve una risposta sul piano della prestazione, dimostrando così che le parole del capitano, Biraghi, sono arrivate al bersaglio, e pure sul piano del gioco, ricollocando ciascun protagonista all’interno del proprio spazio di pertinenza. E poi, occorre il guizzo dei senatori.
Serve che Bonaventura, al di là di quello che racconterà il suo futuro sportivo, ritrovi la polvere magica di inizio stagione, quella che gli ha permesso di vestire nuovamente la maglia della Nazionale italiana tre anni dopo l’ultima volta, quando ormai anche solo la speranza pareva essere finita in un angolo. Adesso, la Fiorentina ha assoluto bisogno delle sue qualità per tornare a macinare punti senza dover rinchiudere in un cassetto sogni e speranze di scalare la classifica e puntare ad un palcoscenico più prestigioso. Non è ancora scattato il rinnovo automatico previsto dal suo contratto e quando si è trattato di discutere per un nuovo prolungamento, evidentemente, qualcosa non è andato. Lo ha raccontato il suo entourage, con Enzo Raiola in testa, ai microfoni di Dazn. «Ora come ora non è un nostro problema – ha detto qualche settimana fa -. La società ha fatto intendere di voler continuare nel rapporto, ma non lo so. Ci sono state delle cose che mi hanno fatto cambiare un po’ idea». Non proprio un campanello d’allarme, sia chiaro, ma comunque qualche scricchiolio sì: è qui che si dovrà lavorare, anche perché l’esperienza di un senatore è un aspetto che nello spogliatoio conta e non poco. Lo stesso contributo importante dovrà darlo Arthur: fin qui, i numeri dimostrano che col brasiliano al pieno della forma fisica la Viola viaggia col motore a pieni giri, diversamente la fatica raddoppia. Il fastidio muscolare ai flessori della coscia lo ha messo ai box, va recuperato. Perché tocca a lui garantire quell’infusione di fosforo necessaria a fare la differenza, a cancellare la frenesia e a ricondurre la stagione sui giusti binari, anche in previsione del ritorno della Conference League, con gli ottavi di finale, e della Coppa Italia (ufficializzate le gare con l’Atalanta, si comincia il 3 aprile al Franchi, e si chiude il 24 al Gewiss Stadium, alle 21). Sugli esterni, invece, serve il Nico migliore, in attesa del rientro dalla Coppa d’Africa di Kouamé, che ala non è, ma che con le sue incursioni ha dato comunque un contributo importante.
Il resto dovrà mettercelo l’allenatore, che deve ripartire dal confronto coi suoi giocatori. La squadra è tornata al lavoro da ieri: c’è da studiare ogni singolo errore per far sì che davvero, una volta per tutte, non si ripeta più. E la sfida col Frosinone è inevitabilmente un bancoi di prova: perché ancora manca all’appello il primo successo in campionato del nuovo anno solare e perché, dopo tre ko consecutivi (compresa la sconfitta velenosa subìta nella semifinale di Supercoppa Italiana) l’unica cosa che conta è rialzare la testa per scacciare la crisi, se non altro per dimostrare di essere più forti delle difficoltà, anche del mercato che non ha portato in dote quell’esterno d’attacco tanto richiesto e mai arrivato. Non può più sbagliare nessuno: sul banco degli imputati, adesso, ci sono tutti.
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