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Calcio: Serie A

Fiorentina, spunta l’idea di schierare due punte: Belotti e Gonzalez a caccia di gol

di Francesco Gensini
Gonzalez
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Con la carenza di esterni, Italiano potrebbe cambiare modulo già con il Frosinone

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FIRENZE. Brutta sconfitta è stata quella di Lecce per modo e modi, non ci sono dubbi, ma almeno è servita a fare chiarezza su quelle che possono essere le nuove gerarchie in attacco e soprattutto ha dato la certezza a Vincenzo Italiano di poter contare su una seconda formula offensiva: quella con le due punte e il trequartista, cioè quella sdoganata (a sorpresa e per necessità) una volta e basta finora dall’inizio nella partita di Coppa Italia contro il Bologna.
Quindi, fino a prova contraria, il 4-2-3-1 era e rimane il modulo di riferimento, seppur decisamente depotenziato nell’ultimo mese e mezzo da assenze varie che ancora fanno sentire i loro effetti negativi e che hanno “costretto” il tecnico viola ha qualche esperimento senza successo, tipo Bonaventura prima e Nzola poi schierati esterni. Ma il 3-4-1-2 può avere un peso molto più rilevante da qui in avanti e questo grazie a due fattori: l’inserimento in gruppo di Belotti e l’efficacia di Beltran a ricoprire più ruoli appunto in attacco.
Senza dimenticare che il 4-2-3-1 ha bisogno di ali, anzi le ali sono imprescindibili, ma intanto Italiano ne ha soltanto tre in attesa del rientro di Kouamé dalla Costa d’Avorio dove è impegnato nella Coppa d’Africa (e quindi torna con un surplus di fatica da mettere in conto nelle scelte successive): Gonzalez è appena rientrato da un lungo infortunio, idem Sottil da uno stop comunque più breve, mentre Ikoné (assente a Lecce per squalifica) è da tempo in crisi di identità e di rendimento.
Altri buoni motivi per privilegiare il sistema di gioco che preveda un tridente disposto in maniera anomala ma non inedita per questa squadra. Sarà così già contro il Frosinone? È una soluzione possibile. La Fiorentina ritorna ad allenarsi al Viola Park oggi dopo due giorni di riposo e la tattica avrà ovviamente come sempre una parte predominante tra le altre cose che Italiano sottoporrà ai suoi: ogni reparto sarà sotto esame, l’attacco forse di più, proprio per risolvere il problema del gol che non di rado si riaffaccia e condiziona le prestazioni di Biraghi e compagni.
Le prove appunto da oggi diranno se il 3-4-1-2 è una strada da percorrere subito, se Belotti là davanti come terminale del gioco può essere un po’ il punto di partenza per questa nuova formula a garanzia anche di nuovi risultati: l’ex Roma centravanti con una seconda punta accanto che potrebbe essere Gonzalez per avvicinarlo alla porta avversaria e sfruttando il fatto che ormai, dall’inizio della stagione, l’argentino ha modificato il proprio modo di giocare.
Nico oppure lo stesso Beltran, più di Nzola che rimane un centravanti di ruolo nonostante a Lecce e anche in un altro paio di occasioni precedenti a partita in corso Italiano l’abbia impiegato da esterno offensivo: se è Nico la seconda punta, il connazionale Beltran può diventare il trequartista avendo attitudini e caratteristiche comunque per farlo. In questo tridente rimarrebbe fuori Bonaventura e ora potrebbe essere così perché “Jack” non sta attraversando certo un periodo di forma.
Solo per quello, altrimenti la posizione tra centrocampo e attacco è sua, conoscendone tempi e movimenti come nessun altro: anzi, con Bonaventura trequartista scelto, Italiano potrebbe contare su quattro attaccanti, di cui due centravanti (Belotti e Nzola) e due seconde punte (Beltran e Gonzalez) da impiegare e alternare a seconda delle esigenze.
Forse è presto per spostare in soffitta il 4-2-3-1, ma certo questo è il momento giusto per sfruttare le qualità e la varietà degli interpreti del 3-4-1-2: anche perché la Fiorentina ha bisogno di una scossa e di un intervento forte a livello strutturale.

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