Il Tirreno

Firenze

Nico è l’ago della bilancia

di Brunella Ciullini

	Nico Gonzalez durante uno degli ultimi allenamenti (foto: Acf Fiorentina)
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Nico Gonzalez durante uno degli ultimi allenamenti (foto: Acf Fiorentina)

Il numero 10 viola potrebbe tornare in panchina già domenica contro i nerazzurri. Con lui la Fiorentina volava, basta guardare le cifre del suo avvio di stagione

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FIRENZE. Il conto alla rovescia è cominciato. Il rientro di Nico Gonzalez dopo oltre un mese di stop è dato per imminente: a meno di imprevisti (Vincenzo Italiano e i tifosi faranno i debiti scongiuri) l’esterno argentino sarà nuovamente a disposizione. Già domenica sera per il big match con l’Inter del connazionale Lautaro Martinez? La speranza e l’obiettivo sia dello stesso numero 10 viola sia del tecnico sono questi: difficile per non dire impossibile vederlo già nella formazione titolare però almeno in panchina sì e questo potrebbe significare che, in caso di necessità, almeno una manciata di minuti sarebbe in grado di disputarli.
Ovviamente tutto dipenderà dalle risposte che il buon Nico darà in questa settimana durante gli allenamenti che scatteranno da oggi: già il fatto di aver iniziato a lavorare con i compagni a Riad, alla vigilia della semifinale di Supercoppa poi persa malamente dalla Fiorentina contro il Napoli, è stato visto come un segnale più che incoraggiante.
Tanto che l’attaccante argentino sui propri social ha dichiarato scalpitante e fiducioso: «Continuiamo il recupero, manca sempre meno». Insomma, il conto alla rovescia è cominciato per davvero. Più che probabile che il giocatore nei prossimi giorni venga sottoposto ad un controllo per ottenere il via libera definitivo: d’altra parte quando si tratta di infortuni muscolari bisogna procedere con cautela, più che mai nel caso di Gonzalez considerando che già in passato ha mostrato di soffrire di questo genere di problemi: basti pensare che sono stati proprio questi la causa che lo ha costretto a lasciare il ritiro in Qatar e rinunciare ai Mondiali poi vinti dalla sua Argentina. Non è un caso che di recente il ct albiceleste Leo Scaloni, che ha un’altissima considerazione di lui tanto da convocarlo e schierarlo ogni volta che è possibile, gli abbia raccomandato di crescere da questo punto di vista: il fisico e in particolare di capire come gestire il proprio corpo per evitare di infortunarsi così di frequente. Vero anche che almeno fino allo scorso 14 dicembre, quando a metà del primo tempo della trasferta di Conference League contro il Ferencvaros (fra l’altro la sua 100esima presenza in viola) si bloccò toccandosi la parte posteriore della coscia destra urlando di dolore, la sua stagione era stata complessivamente positiva da ogni punto di vista: 19 presenze fra campionato e coppe con 9 reti (ancora adesso è il capocannoniere della squadra nonché rigorista infallibile avendone realizzati in carriera 18 su 19) e una continuità di presenze e prestazioni.
Purtroppo per la Fiorentina e per Italiano quella lesione di 2° grado dei flessori ha costretto Nico a fermarsi praticamente sul più bello: da allora l’argentino ha saltato 5 partite di campionato, una di Coppa Italia e appunto la semifinale di Supercoppa di giovedì scorso. In tutto 7 gare nel corso delle quali la sua squadra ha raccolto tre vittorie (con Verona, Monza e Torino), una qualificazione alle semifinali di Coppa Italia ai rigori contro il Bologna (dopo lo 0-0 nei tempi regolamentari), un pareggio (con l’Udinese) e due sconfitte (contro Sassuolo e Napoli) entrambe senza gol. Considerando che in questo inizio 2024 la Fiorentina non ha ancora vinto un match, ha fallito due rigori che avrebbero potuto risultare decisivi (Bonaventura a Reggio Emilia, Ikoné l’altra sera a Riad) e deve cercare di difendere la posizione d’alta classifica dalle sempre più agguerrite rivali, Italiano ha bisogno come l’aria del rientro di Gonzalez, della sua classe, della sua imprevedibilità, della sua capacità realizzativa. Questa settimana dunque s’annuncia determinante.

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