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La Fiorentina

Viola, davanti batti un colpo. Per la Champions servono gol

di Francesco Gensini
Beltran
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Beltran

Finora la squadra di Italiano è andata forte, anche oltre le aspettative. Ma per affrontare coppe e girone di ritorno serve un centravanti

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FIRENZE. Il Napoli è in discesa verticale e si sta parlando della squadra campione d’Italia, non di una qualsiasi, la Roma è soggetta ad alti e bassi continui nel rendimento che la tengono ai margini della zona che conta della classifica, la Lazio sta recuperando ma viene da un girone d’andata con qualche difficoltà imprevista di risultati. Che cosa significa? Che questa può essere un’occasione enorme, forse unica, per provare a tentare il colpo da Champions League, quando più protagoniste annunciate faticano a rimanere o non ci sono proprio nelle posizioni che contano per un motivo o per l’altro.

La Fiorentina ne è consapevole e sta ragionando sull’ultimo scatto da fare per ottenere il traguardo che manca a Firenze da quindici anni e che fa sognare (con giudizio e nessuna illusione) la tifoseria viola. E ci sono due direttrici che alla fine convergono per provare il grande colpo: quella tecnica appartiene alla squadra, quella del mercato è compito della società per alzare il livello qualitativo della squadra stessa al rialzo dell’obiettivo. E adesso che Biraghi e compagni hanno chiuso il girone d’andata al quarto posto e siamo in piena fase di trattative, è chiaro che la seconda delle due cose va a confluire nella prima.

Italiano e i suoi hanno fatto tanto finora, aggiungendo la qualificazione agli ottavi di Conference League da imbattuti e la recentissima conquista della semifinale di Coppa Italia per la terza volta consecutiva come mai era accaduto in precedenza nella storia del club. Hanno fatto tantissimo, forse più di quello che era loro accreditato, andando anche oltre i propri limiti, accentuati cammin facendo dalla mancanza effettiva di un centravanti che finalizzasse il gioco con un numero congruo di gol e di un esterno d’attacco che arricchisse la proposta offensiva: nel primo caso, Beltran ci sta provando di rincorsa e sempre con qualche affanno dopo il naturale periodo di ambientamento; e non lo stesso, invece, si può dire per Nzola che è fermo ad un solo gol (ininfluente) in campionato, accanto a un rigore trasformato col Cukaricki in Conference League e alla rete dell’1-2 con il Parma negli ottavi di Coppa Italia.

Nel secondo caso, Gonzalez a parte che interpreta comunque il ruolo in maniera del tutto personale, Italiano sta ancora aspettando che gli esterni facciano gli attaccanti e diventino protagonisti veri come il 4-2-3-1 richiede, volutamente accantonato nella partita contro il Bologna proprio per la consapevolezza di non avere assicurato l’apporto che serviva.

E qui entra in ballo la società. Con un rinforzo sulle fasce e un centravanti al posto di Nzola a garanzia di altro contributo sotto il profilo del gol, allora sì che la Fiorentina potrebbe trasformare quella che adesso è una speranza “fattibile” in obiettivo reale e realistico, dopo aver già compiuto il passaggio non banale da sogno a speranza. Senza certezze, perché il calcio non è scienza esatta, però sicuramente con altre prospettive rispetto a quelle prefigurate da questi quasi cinque mesi di stagione, in cui i valori come le mancanze sono ormai definitivi.

E tra le seconde, che quelle contano per spostare in avanti le ambizioni, è ormai chiaro che occorre intervenire nei due ruoli sopra ricordati. Magari Italiano non avrebbe disprezzato di avere già a disposizione l’ala per le assenze contemporanee di Gonzalez, Sottil e Kouamé, ma a breve comunque ce l’avrà e subito a seguire anche il centravanti.

Il disegno viola è ormai chiaro: blindare il gruppo in tutti i suoi elementi (ribadito il no al Napoli per Barak al momento) e integrarlo con due innesti per il salto di qualità. Bryan Gil del Tottenham e Kean della Juventus, tanto per fare due nomi che sono altrettanti traguardi degli uomini di mercato di Commisso, insieme a Faraoni del Verona che andrà a puntellare la difesa giusto per ribadire il piano articolato e funzionale in tutti i reparti. Due-tre rinforzi per crescere ancora, due-tre rinforzi per prendersi la zona Champions.

 

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