La manifestazione
Viola. È storia, terza semifinale
Fiorentina e Bologna trascinano la sfida ai calci di rigore, nonostante diverse occasioni. Quarta sfiora due volte la rete: a sbagliare dal dischetto è Posch che spara alle stelle
FIRENZE. A fare la storia è la Fiorentina: per la terza edizione consecutiva la squadra viola conquista l’accesso alla semfinale, restando in corsa su tutti e tre i fronti. Non era mai successo. Non è stato facile superare il Bologna: sono serviti 120 minuti, tra tempo regolamentare e extratime, più i rigori. È stato l’errore di Posch a negare al Bologna la strada per la storia, con Maxime Lopez chiamato a mettere il sigillo definitivo.
Pronti via, Italiano rivoluziona l’assetto tattico varando una difesa a tre per la prima volta dall’inizio, con Kayode e Biraghi alzati sulla linea dei centrocampisti con licenza di attaccare lo spazio in verticale. È l’esterno figlio del vivaio a costruire, dopo 18 minuti, la prima vera occasione da gol della partita: direttamente dal limite, il suo esterno ad effetto costringe Skorupski ad esaltarsi, alzando il pallone sopra la traversa. Il botta e risposta, però, è immediato e il Bologna risponde subito: Ferguson fa scattare Orsolini, murato da Milenkovic, ma è il solito Zirkzee a far correre un brivido lungo la schiena dei viola. Prima mette a sedere il centrale difensivo serbo, poi, di sinistro, scheggia la traversa dopo una giocata da prestigiatore in mezzo all’area di rigore.
Nella ripresa, a dominare è il Bologna, capace di creare problemi soprattutto a destra, sfruttando le difficoltà di Ranieri a coprire gli spazi senza il supporto di Biraghi. Italiano prova a cambiare i suoi uomini: manda in campo Bonaventura (per Barak) e Nzola (per Ikonè), poi sceglie Mandragora (per Duncan) e Parisi (per Biraghi). Beltrán, invece, è costretto a restare fuori dopo una botta importante al setto nasale, con Arhur chiamato a sostituirlo per garantire ordine tattico. Il problema dei viola, però, è sempre lo stesso: l’ultimo passaggio, con Nzola per niente cinico nello sfruttare le potenziali occasioni. Thiago Motta, invece, fa i primi due cambi solo a 3 minuti dalla fine del tempo regolamentare, con Calafiori chiamato a rilevare Lucumi, e Moro al posto di Aebischer, ma non cambia il destino della gara, diretta ai supplementari, con Skorupski a dir poco miracoloso in extremis su Martinez Quarta.
Nel primo tempo supplementare, è Zirkzee a creare il pericolo maggiore, frenato da Christensen con la complicità del palo, poi però è il centrale difensivo argentino ad affacciarsi davanti, messo in moto da Nzola. A sbagliare clamorosamente bersaglio, invece, è Kayode che, senza sfruttare una magia di Parisi, invece di inquadrare la porta scaraventa il pallone in fallo laterale, con Christensen glaciale ad ipnotizzare Orsolini sul più bello.
Intanto, anche ieri sera a tenere banco è stata la questione del “trasloco” della Fiorentina per i lavori di restyling dello stadio Franchi. Aspettando il vertice in prefettura alla presenza dei dirigenti viola, di quelli dell’Empoli, della Lega Calcio, dei rappresentanti delle forze dell’ordine oltre che dei sindaci Nardella e Barnini, insieme al presidente della Regione Giani, a parlare è stato uno striscione apparso in Curva Ferrovia. “Dove giocherà la Fiorentina” c’era scritto. Il rebus della location che ospiterà le partite interne del club del presidente Commisso continua a tenere banco. Fin qui, dopo anche il no di Modena, l’unica strada percorribile pare essere quella del Castellani di Empoli.
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