Il dolore
Il gennaio di fuoco della Fiorentina con l’assalto a coppe e classifica
Per Biraghi e compagni un mese di sfide, in palio c’è il destino della stagione
FIRENZE. Spesso mese di transizione verso la ripresa delle Coppe europee e subito dopo la primavera in cui tutto si decide, questo gennaio invece ha tutto per lasciare un segno indelebile sui destini stagionali della Fiorentina. E il campionato, che di solito nei primi trentuno giorni dell’anno si prende la scena in maniera esclusiva, stavolta non recita nemmeno un ruolo da attore principale: sì, la squadra viola avrà tre turni da affrontare e nemmeno banali, ma con i loro mille significati passano comunque in secondo piano nei confronti di una semifinale di Coppa Italia in palio per avvicinare l’Olimpico di Roma e la possibile rivincita sulla sconfitta dello scorso maggio e, specialmente, della Supercoppa Italiana che la Fiorentina ha vinto una sola volta (1996) nella sua storia giusto per aggiungere bramosia da vittoria ad attesa.
E per sottolineare che le prossime due settimane valgono tanto. Tantissimo. Eppure tutto comincia con la Serie A e con la trasferta di dopodomani a Reggio Emilia, dove Biraghi e compagni avranno al loro fianco 6.000 tifosi: è l’ultima giornata di andata, di per sé già in qualche modo indicativa, a maggior ragione adesso che la formazione di Italiano può girare la classica boa di metà percorso da quarta almeno in classifica (-3 dal Milan terzo, + 2 sul Bologna quinto) e in piena zona Champions League, dove nemmeno il più ottimista dei suoi sostenitori immaginava di trovarla. Ecco perché la partita contro il Sassuolo un po’ in crisi (un punto appena negli ultimi cinque turni, ma se fidarsi è bene non fidarsi è meglio) è l’obiettivo immediato e più significativo, a livello simbolico e non: l’eventuale quota 36, con il quarto colpo di fila da tre punti che andrebbe ad aggiungersi a quelli conquistati contro Verona, Monza e Torino a cavallo di Natale sarebbe un trampolino di lancio fantastico per l’attesa sfida di Bologna (martedì 9 o mercoledì 10).
A Reggio Emilia non ci sarà Riccardo Sottil per l’infortunio rimeditato contro i granata e da ieri l’assenza è “ufficiale”: lieve distrazione ai muscoli flessori della coscia sinistra, si legge nel report diffuso dalla società dopo gli esami del caso a cui si è sottoposto l’esterno classe 1999, il cui rientro andrà valutato via via col trascorrere dei giorni. L’Arabia forse è un miraggio, ma ci proverà.
Tornando alla partita contro il Sassuolo, sarà solo l’inizio della parte più coinvolgente di gennaio, con impennata poi nel cosiddetto derby dell’Appennino e vertice delle emozioni con la Supercoppa Italiana seppur a distanza di migliaia di chilometri, dopo essere passati dal Franchi e dall’Udinese del fiorentino Cioffi di nuovo in campionato che, a metà strada tra Bologna e Arabia, per ragioni facilmente comprensibili avrà le sembianze precise di un trappolone bello e buono. E siamo al 18 del mese, giorno di Napoli-Fiorentina: chi vince va in finale (lunedì 22) ad affrontare la vincente di Lazio-Inter, chi perde fa da contorno alla finale stessa. Logico che la data sia cerchiata su tutti i calendari presenti al Viola Park e dintorni: il club viola, come ricordato, la Supercoppa l’ha vinta una volta e basta ai tempi in cui l’inarrivabile Batigol si portava via il trofeo da San Siro dopo aver spazzato via il Milan.
Fallito il secondo e ultimo tentativo nel 2001 (successo per 3-0 della Roma all’Olimpico), la Fiorentina ci riprova in questa formula in cui adesso di partite vinte ce ne vogliono due per incidere il proprio nome nell’albo d’oro. Infine, per non farsi mancare niente nel mese che è caratterizzato anche dal mercato (aggiornamento di ieri: ieri pranzo al Viola Park tra i dirigenti e Andrea D’Amico, agente di Filippo Terracciano, 20enne difensore-centrocampista del Verona che la Fiorentina prova a strappare al Milan), il campionato tornerà protagonista della scena domenica 28 portando l’Inter a Firenze: risultati e destini sarà il campo come sempre a deciderli, e non c’è davvero il rischio di annoiarsi.
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