Gioco
Bonaventura riavvolge il nastro, la Champions passa tutta da lui
Il centrocampista della Fiorentina è uno dei propulsori del gioco di Italiano. Col Monza serve continuità di risultati per scalare la vetta e continuare a sognare
FIRENZE. La vittoria non inganni, anche perché le modalità che l’hanno determinata tolgono ogni dubbio: se c’è una partita da prendere come esempio per quantificare l’importanza di Giacomo Bonaventura per la Fiorentina, quella di domenica scorsa contro il Verona va più che bene. È emersa chiaramente perché "Jack" non c’era nell’1-0 della squadra viola dopo aver sofferto in maniera tremenda a trovare gli spunti giusti in fase offensiva e a finalizzarli. Esattamente ciò che appartiene al repertorio del centrocampista marchigiano, la cui assenza si è fatta sentire più con l’Hellas che a Budapest con il Ferencvaros , le due gare in cui è rimasto ai box a causa della contusione al piede rimediata all’Olimpico contro la Roma. Questo non dipende solo dall’eccellente score personale di Bonaventura, ben sintetizzato nella qualità dai 6 gol e i 2 assist in 15 presenze, tutti in campionato, ma proprio dal contributo che riesce a dare nelle due fasi di gioco e ancora di più nell’esaltazione di quella offensiva. Se poi alla Fiorentina manca anche Nico Gonzalez com’è successo col Verona, è ovvio che le due cose combinate producono un effetto negativo.
Per questo è fondamentale il recupero del numero 5 viola per la trasferta di domani sera a Monza: intanto perché mancando ancora l’argentino - e mancherà per altre diverse settimane - e con Beltrán e Nzola che non offrono piene garanzie, nonostante il gol decisivo segnato dall’ex River Plate pochi giorni fa sia un bel segnale, è necessaria la presenza di Bonaventura per garantire quello che serve alla squadra viola negli ultimi trenta metri di campo. Italiano è il primo ad essere felice del rientro del suo uomo di maggior esperienza, così com’era stato il primo a dispiacersi di non averlo potuto utilizzare sia a Budapest che contro il Verona, ma sulla gestione di un calciatore di quasi 35 anni (li farà ad agosto) non ammette discussioni e non è solo una questione di età: gioca se non esiste il minimo rischio di ricadute o di comprometterne l’integrità fisica. Vanno dosate energie e sforzi, ma sommando, la Fiorentina, una partita dietro l’altro non è affatto uno scherzo: come semplice non è rinunciare a Bonaventura. E il primo a poter beneficiare del rientro dell’ex Milan sarà proprio Beltrán se come sembra toccherà a lui il posto da titolare a Monza in una decisione che il tecnico siciliano si porterà comunque dietro in Brianza. A lui o a Nzola non cambia niente, perché nella posizione da trequartista che Italiano gli ha disegnato addosso su misura come il miglior abito sartoriale, "Jack" possiede la lucidità di pensiero e la qualità delle azioni per essere determinante nello sviluppo finale della manovra viola. Che sia a favore dell’argentino o dell’angolano oppure provando in prima persona il tiro verso la porta, a seconda della necessità: ciò che conta davvero è che Bonaventura abbia la possibilità di farlo, perché a quel punto la Fiorentina ha più possibilità di successo. La vittoria sul Verona non inganna (e nemmeno il pareggio in rimonta contro il Ferencvaros): con o senza "Jack" non è proprio la stessa cosa. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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