Il Tirreno

Firenze

La mutazione di “San Pietro” Terracciano: da tallone d’Achille a saracinesca pigliatutto

di Brunella Ciullini
Una delle parate di Terracciano con il Verona
◗
Una delle parate di Terracciano con il Verona

Para un rigore e 4 palle gol: per il tecnico è una certezza. Merito anche del nuovo preparatore

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Tutti concordi: domenica l’artefice della vittoria sofferta ma pesantissima contro il Verona è stato Pietro Terracciano che molti hanno ribattezzato “San Pietro” ad evidenziare le sue parate salvifiche. Fra questi anche un grande ex numero uno quale Giovanni Galli nel suo intervento a Lady Radio.

Ovviamente oltre all’estremo difensore l’altro giorno è stato determinante anche Lucas Beltran che ha realizzato il gol che ha spezzato l’equilibrio della gara e regalato alla propria squadra i tre punti che le permettono di restare in piena corsa Champions. Applausi quindi all’attaccante argentino ma, come detto, anche e soprattutto al numero uno viola che ha saputo rimediare subito all’erroraccio che ha provocato dopo appena 36 secondi il rigore a favore della formazione veneta.

Terracciano non solo ha parato il tiro dal dischetto di Djuric ma nella stessa azione ha neutralizzato due tentativi a rete di altri giocatori del Verona (a iniziare da Suslov) e lo stesso ha fatto più tardi su Ngonge. Insomma una prestazione da vero nume, dimostrandosi pronto, attento, concentrato. Negli ultimi anni è stata sollevata spesso la questione portiere per la Fiorentina, una questione che adesso sembra essersi risolta per la soddisfazione di Vincenzo Italiano che, affidandosi fra l’altro ad un nuovo preparatore quale Savorani (richiesto non a caso anche dal ct della Nazionale Spalletti), sta vedendo e raccogliendo i frutti sperati.

Basti pensare che la partita di due giorni fa è stata la settima, sulle 25 finora disputate fra campionato, Conference League e Coppa Italia, nella quale la squadra viola è uscita dal campo senza subire gol, la sesta con il 33enne portiere campano fra i pali.

Una media significativa, anche perché il calcio insegna che serve ovviamente segnare ma anche non subire. «Non c’è un segreto vero e proprio dietro gli interventi fatti se non il lavoro – ha spiegato Terracciano – Dietro ogni parata ci sono gli allenamenti e lo studio settimanale. Mi è dispiaciuto per l’errore commesso perché rischiava di complicare la gara. Ma siamo stati bravi tutti a reagire». Il numero uno viola ieri ha ricevuto anche i complimenti pubblici di Joe Barone e si è conquistato strada facendo la maglia titolare anche se nelle coppe Italiano lo avvicenda con Christensen arrivato in estate: dopo un periodo non facile dovuto anche agli inevitabili problemi di ambientamento anche l’estremo difensore danese, vedi in particolare le ultime prestazioni nelle coppe, si sta confermando piuttosto efficace. Un motivo di sollievo per il tecnico viola che in questa ennesima stagione ricca di impegni e obiettivi importanti può contare adesso su due portieri pronti e affidabili, a iniziare da Terracciano che dopo qualche critica si sta prendendo una bella rivincita, con tanti ringraziamenti da parte della stessa Fiorentina.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web