Attenzione
Viola, occhi puntati su Nico
A raccontare di un risentimento muscolare dell’argentino è stato l’allenatore La sua disponibilità per la trasferta contro la Roma sarà valutata in extremis
FIRENZE. Nico per forza. Per il peso specifico che ha dentro la squadra viola (9 gol e 2 assist in 17 presenze) , per la personalità, per il contributo che diventa ancora più evidente in sua assenza e non è un paradosso: com’è stato contro il Parma, tanto per fare l’ultimo esempio in cui tutto questo è emerso chiaramente. Perché appunto l’argentino non c’era, nemmeno inserito tra i convocati e si pensava per farlo riposare ripetendo quanto fatto in modo simile contro la Salernitana, quando era rimasto in panchina per tutta la partita.
Invece nella conferenza stampa che ha seguito la vittoria ai rigori per accedere ai quarti di finale di Coppa Italia, Italiano ha specificato il motivo: risentimento muscolare. Sdoganando con esso il dubbio che Gonzalez possa essere recuperato per l’Olimpico e per la Roma che arrivano domenica sera. Se ciò sarà possibile lo sapremo soltanto oggi alla ripresa degli allenamenti dopo il giorno di riposo post Parma concesso dal tecnico viola, più probabilmente domani sfruttando anche la rifinitura per sciogliere le incertezze che ovviamente circondano l’impiego dell’ex Argentinos contro i giallorossi di Mourinho.
Intanto, la scena Gonzalez se l’è presa con un’intervista a Dazn: simpatico e brillante, l’argentino ha parlato di Messi e di Batistuta, del ruolo preferito per esprimersi al meglio e soprattutto di Italiano. Al quale ha riservato parole al miele partendo da una battuta scherzosa. «Il nostro allenatore è una bravissima persona, ma è veramente un pazzo».
Pazzo da amare. «È molto importante per noi, perché ci fa giocare il nostro calcio anche contro le grandi squadre e stiamo facendo bene. A me chiede di cercare la porta quando rientro verso l’interno del campo e per questo preferisco giocare a destra (Nico è mancino, ndc), così posso provare il tiro o l’assist. Mi chiede di fare gol: io mi impegno per accontentarlo, ma non è facile». Messi e Batistuta, si diceva. «Leo è un mito e per me è un sogno giocare in Nazionale con lui. Ho conosciuto anche Batistuta, altra brava persona: abbiamo parlato di calcio e tutti ricordano a noi argentini quello che ha fatto a Firenze. È stato un campione: sarà davvero difficile riuscire a ripetere i suoi grandissimi risultati». Infine, sulla sua abilità nel battere i calci di rigore: dieci realizzati su dieci tentativi da quando veste la maglia viola. «Quando vado sul dischetto io sento la responsabilità dei compagni che si affidano a me e in quel momento devo pensare solo a stare tranquillo».
Italiano, i compagni e i tifosi viola saranno più tranquilli se Nico riuscirà a recuperare per la trasferta di Roma: con Nico è una Fiorentina, senza Nico un’altra. C’è poco da fare. E da oggi tutti faranno il possibile perché all’Olimpico ci possa essere: Gonzalez per primo, ovviamente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
