Toscana
L’euforia del vichingo. «Essermi sbloccato mi dà soddisfazione»
Cori discriminatori in Curva: c’è rischio chiusura
FIRENZE. Lucas Beltrán e Riccardo Sottil. Sono loro i giocatori che stavolta hanno indirizzato la partita con la Salernitana: l’argentino si è finalmente sbloccato in campionato segnando su rigore (specialità del connazionale Nico Gonzalez ieri rimasto in panchina), il figlio d’arte poco dopo ha timbrato il raddoppio con un eurogol che ha lasciato a bocca aperta e lui ha festeggiato con gioia ma anche con polemica, portandosi l’indice al naso a zittire le critiche piovutegli addosso nelle ultime settimane. Sottil ha convissuto con queste, Beltrán con la pressione che genera portare a Firenze la maglia che indossa. «È una maglia pesante – ammette sorridendo – ma sono abituato a sentire la pressione del numero 9, so che qui hanno giocato tanti grandi campioni e per questo c’è pressione, però io cerco di non sentirla e penso soprattutto su concentrarmi su quanto fare per migliorare». L’ex River è soddisfatto: «Quando fai gol è sempre motivo di gioia. Sono molto contento, prima di tutto per la vittoria della squadra che è ciò che conta di più in assoluto, era troppo importante riprendere a far punti in campionato, venivamo da 4 ko nelle ultime 5 partite, ecco perché io e i compagni avevamo voglia di rimetterci in marcia. Le soddisfazioni personali vengono di conseguenza alla buona prova della squadra. Naturalmente – aggiunge Beltrán – sono felice di essermi sbloccato, mi riempie di soddisfazione e fa piacere anche per la gente. Sono stato accolto bene, quanto alle difficoltà avute è normale quando si cambia un Paese e si va a giocare in un altro campionato».
Il digiuno di Sottil in A durava dal gennaio 2022. Troppo, anche per questo si è lasciato andare a un’esultanza un po’ sopra le righe come ammette lui stesso. «Diciamo che è stato un po’ uno sfogo, capita di avere certe reazioni a caldo. A volte ci si sente un po’ presi di mira anche se questo fa parte del nostro mondo. Però siamo umani, si può esagerare, ma il mio gesto non era rivolto a nessuno. Sono corso sotto in tribuna dove c’erano i miei genitori, ogni volta che vengono segno e quindi gli avevo detto che se ci fossi riuscito la dedica sarebbe stata per loro. Quando mio padre non ha impegni mi segue sempre, ora – sorride il numero 7 viola – lo farò venire sempre sia al Franchi che in trasferta. Vorrei essere decisivo così in ogni partita per aiutare la squadra. Cerco continuità, più giochi più cresci e tutto diventa più semplice». La nota stonata sono stati i cori di discriminazione territoriale intonati dalla curva contro i tifosi salernitani: dopo la sospensiva scattata in occasione della gara con la Juve (allora, gli obiettivi furono Vlahovic, Kean e McKennie) il rischio è la chiusura del settore.
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