Finanza
Nico. L’argentino 10 e lode
Gonzalez ha già stabilito un record: dieci rigori segnati su dieci nelle ultime partite. E sono 9 le marcature in 17 partite. Ma la Viola non deve assuefarsi al suo campione
FIRENZE. Di solito così ci si mette un secondo prima di farsi fare una foto e per così s’intende in posa e sorriso. Invece, Nico Gonzalez ci si mette cinque secondi prima di battere un calcio di rigore, mezzo supplizio per molti da affrontare seppur cercato e voluto però poi una volta lì la porta sembra piccola piccola e il portiere grande grande, e questo la dice lunga sulla confidenza dell’argentino con una delle specialità iconiche del calcio. Ma se l’impressione a volte è un’impressione e basta, ci sono i numeri a dire che si tratta piuttosto di una predisposizione naturale per ottimi risultati: con il rigore realizzato in Conference League, Nico non solo ha regalato la vittoria alla Fiorentina come aveva fatto in ugual modo e circostanze contro il Bologna nell’ultimo successo viola prima di quello di giovedì, ma ha fatto dieci su dieci da quando è a Firenze. Dieci rigori tentati e dieci trasformati, e la lode è tutta sua. Serata per nulla banale per l’ex Stoccarda e, conseguenza affatto casuale, nemmeno per la Fiorentina. Anzi, strettamente legata, perché non c’è passo importante che Italiano e i suoi facciano senza l’apporto di Gonzalez, ormai valore aggiunto e conclamato di questo gruppo, a conferma che il rifiuto di Commisso ai 45 milioni dalla Premier League in estate per portarsi via l’attaccante sudamericano sta avendo un senso compiuto e una ricompensa. È stato un no bello forte e reiterato, tra l’altro poi seguito da un sì altrettanto sonoro: quello di Gonzalez a mettere la firma sul rinnovo di contratto fino al 2028, ulteriore dimostrazione di un matrimonio che funzionava e funziona benissimo. Spesso ci sono valutazioni esagerate, addirittura fuori logica, per calciatori che non incidono o incidono in minima parte e non si sa come e perché debbano valere tanti soldi: se viceversa un calciatore è determinante, quei soldi li vale tutti. Nico appartiene alla seconda categoria. Che se gira lui, gira la Fiorentina. Che se segna lui, vince la Fiorentina (l’esempio dei gol decisivi nelle ultime due vittorie della formazione di Italiano è lì a dimostrarlo) e semmai serve che gli altri attaccanti si diano una mossa per seguirne e ripeterne le gesta, altrimenti si crea una dipendenza che come tale non va mai bene. Intanto, Firenze si gode il suo campione. Dieci rigori su dieci nei suoi tre anni in riva all’Arno (questo è il terzo) rappresentano un record degno di nota: in carriera adesso sono 18 su 19 con unico errore il 23 gennaio 2021 quando giocava nello Stoccarda e il portiere del Friburgo (Florian Muller) che gliel'ha parato adesso sì che se ne vanterà, visto quello che (non) sono riusciti a fare tanti altri suoi colleghi. Record al momento di assoluto rispetto il dieci su dieci dal dischetto bianco, croce e delizia per chi anche solo una volta nella vita ci ha appoggiato sopra il pallone, ma non meno esplicativo è l’altro traguardo raggiunto proprio grazie al rasoterra dagli undici metri con cui ha spiazzato Van Crombrugge del Genk: per Nico sono adesso 9 reti all’attivo tra campionato (6) e Conference (3) in 17 partite (nella prima stagione ne fece 8 in 39 gare). Se a queste si aggiungono due assist per mandare in gol un compagno, diventa evidente e quasi lampante il peso specifico del Nazionale di Scaloni per le fortune della Fiorentina. Che poi le fortune sono i risultati e allora si torna all’assunto che regge tutto: Gonzalez è il valore aggiunto della squadra viola. Fredda e spietato dagli undici metri, ma a battere i rigori come detto all’inizio Nico Gonzalez ci va con quel sorriso che non è né beffardo e né irriguardoso verso il portiere avversario, ma esprime soltanto la felicità di chi sa di andare a fare una cosa che sa fare bene. Poi, è chiaro, l’errore fa parte del gioco. Nico sbaglierà e non ci sarà niente di strano, ma per ora si gode il dieci con la lode e con lui se la gode soprattutto Vincenzo Italiano, che sa di poter contare sul suo numero 10 quando ne ha bisogno. E anche quando non ne ha, e gli basta buttare un occhio là davanti per rasserenarsi se incrocia il sinistro di Gonzalez che porta a spasso pallone e avversari. Già, numero 10: Nico se l’è preso ad agosto per cominciare a prendersi la Fiorentina anche con i simboli che tanto contano nel calcio. Tutto torna.
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