Il Tirreno

Firenze

Una settimana da Fiorentina vera. La svolta è racchiusa in tre partite

di Francesco Gensini

	L’esultanza di Ranieri dopo la doppietta al Genk nella prima gara
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L’esultanza di Ranieri dopo la doppietta al Genk nella prima gara

Vincere col Genk è il bivio per il passaggio del turno in Conference League

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FIRENZE. C’è stato il film “Una settimana da Dio” che ha sbancato i botteghini ed esaltato il talento immenso e l’istrionismo scenico di Jim Carrey, ma alla Fiorentina basterebbe una settimana da Fiorentina, quella vera che convince e vince, che si prende quello che vuole con il suo gioco e il suo modo di affrontare le partite da protagonista. Anzi, per la precisione basterebbe che lo facesse in 7 giorni dentro cui ci sono tre partite: ma gli uni e le altre possono cambiare il destino della stagione e tutto comincia domani con la sfida al Genk in Conference League. Che vale né e più e né meno il passaggio del turno. Se intanto per approdare ai 16esimi o addirittura per accedere direttamente agli ottavi saltando a pie’ pari il playoff, a cui invece la squadra viola è stata costretta lo scorso anno (contro il Braga), lo sapremo soltanto alla conclusione della partita del “Franchi” e di quella a Leskovac tra Cukaricki e Ferencvaros, però una cosa è già certa: per fare quel calcolo e quel tipo di discorso alla Fiorentina serve una vittoria. Meglio, è obbligatoria. Con i tre punti, Biraghi e compagni sarebbero sicuri del secondo posto, perché manderebbe il Genk a cinque lunghezze di distanza, ma in caso di “regalo” da parte dei serbi diventerebbe automatico anche l’ottavo di finale con una giornata d’anticipo sulla fine del girone. Altrimenti, in caso di successo degli ungheresi, sarebbe decisiva la sfida di Budapest: e se la formazione di Italiano ci va portandosi dietro il successo sul Genk, è sufficiente proprio un pareggio. Ecco perché domani sera è decisiva: la Fiorentina si gioca il primo obiettivo stagionale.
Domenica pomeriggio, sempre al “Franchi”, la posta in palio non è meno importante dopo le quattro sconfitte subìte nelle ultime 5 partite: si parla di campionato e della necessità per i viola di dare una sterzata netta al proprio percorso, condizionato com’è ovvio che sia dai risultati dell’ultimo mese non all’altezza. Eppure, nonostante i tre punti appena conquistati sui 15 a disposizione, la Fiorentina è uscita dalla zona Europa soltanto lunedì sera a causa del 2-0 del Bologna sul Torino, ma questo non rimanda più l’esigenza. Forse la rende ancora più impellente: il treno sta passando e per salirci sopra Italiano e i suoi hanno il compito di fare bottino pieno contro la Salernitana, viceversa crisi e ambizioni andrebbero a scontrarsi. Tre i giorni dall’impegno di Conference a quello della Serie A, che diventano sei per arrivare all’ingresso della Coppa Italia e del Parma che chiude il tris di squadre che si presenteranno a Firenze (fattore-campo un vantaggio da sfruttare): quella sì, senza se e senza ma, gara da dentro o fuori e il dentro significa far parte di nuovo della parte nobile del tabellone con la prospettiva di una possibile rivincita nei quarti con l’Inter (se i nerazzurri battono a loro volta il Bologna). Ecco perché una settimana da Fiorentina è quello che ci vuole. 
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