Il Tirreno

Firenze

Nzola o Beltran, gattopardi viola. Cambia punta ma nulla cambia

di Brunella Ciullini
Beltran: doveva essere il nuovo fenomeno del calcio argentino. Ha segnato solo due reti in coppa
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Beltran: doveva essere il nuovo fenomeno del calcio argentino. Ha segnato solo due reti in coppa

Con le big più tiri e occasioni, ma troppi sprechi: c’è un problema in attacco

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FIRENZE. Hai voglia a cambiare lì davanti, una volta gioca titolare Nzola, un’altra Beltran, il problema è che nulla cambia: la Fiorentina fatica a fare gol, specialmente con i suoi attuali centravanti, quelli che ha preso in estate sborsando complessivamente 38 milioni di euro, 13 l’angolano che con Italiano aveva già lavorato a Trapani e a La Spezia, 25 l’argentino considerato uno dei crack del calcio sudamericano.

Insieme, per adesso, hanno realizzato la miseria di 4 reti di cui una appena in campionato (Nzola a inizio ottobre con il Cagliari contro cui segnò nel recupero il 3-0 definitivo). Poco, troppo poco per aiutare una squadra che per compiere il definitivo salto ha bisogno di chi fa centro con continuità concretizzando il gioco e le occasioni di volta in volta create. Il possesso palla non basta, come non basta – vedi la gara di sabato sera a San Siro con il Milan – disputare un secondo tempo all’arrembaggio se poi non riesci – emblematico quanto accaduto a Beltran e non solo – a buttarla dentro. E così, come già era stato contro la Lazio e la Juventus, due big match disputati con equilibrio e senza troppe sofferenze, anche con i rossoneri per giunta decimati dalle assenze (Leao e Giroud su tutti) è arrivata l’ennesima sconfitta per 1-0. Risicata ma pur sempre sconfitta, fra l’altro la quarta nelle ultime cinque partite di A contrassegnate dall’unico successo sul Bologna prima della sosta. Il problema del gol (e dei centravanti) comincia a farsi preoccupante e quel che è peggio si sta dimostrando irrisolto da quando (gennaio 2022) è stato ceduto Vlahovic alla Juventus.

All’inizio si poteva pensare che Nzola, nonostante giochi in Italia da tempo, e Beltran avessero bisogno del tempo necessario per ambientarsi e inserirsi. Ma dopo tre mesi e un bel po’ di gare il tempo sta iniziando a scadere. E intanto si stanno avvicinando le partite decisive per accedere agli ottavi di Conference e andare avanti in Coppa Italia. Senza ovviamente dimenticare il campionato e l’obiettivo, annunciato più volte dal tecnico, di migliorare il piazzamento di un anno fa (8° posto) e di quello precedente (7°). Come detto però servono i gol: se non li fanno Nico Gonzalez e Jack Bonaventura, 13 in due finora, nessun altro tra i viola sta riuscendo a garantirne con continuità. Anche l’altra sera a Milano la Fiorentina ha tirato di più (19 contro 9) e battuto più calci d’angolo (11 a 3) ma senza mai arrivare a bersaglio rimanendo così all’asciutto di punti e per la quinta volta senza segnare.

Altro problema da affrontare e risolvere è l’incapacità da parte dei viola di rimontare uno svantaggio (in 6 gare ci sono riusciti solo contro l’Atalanta). «Siamo qui sempre a parlare di partite perse pur tirando 20 volte verso la porta avversaria. Quando alleni un gruppo avendo a disposizione cinque esterni e due prime punte devi solo metterli in condizione di fare gol – ha ammesso sabato sera un sconfortato Italiano – La Fiorentina crea spesso tante opportunità ma se poi il singolo non trova il guizzo per determinare diventa dura». Dal ko nel derby con l’Empoli proseguendo con le altre partite perse ultimamente con Lazio, Juve e Milan i viola hanno fatto oltre 70 tiri ma soltanto venti li hanno indirizzati verso lo specchio della porta e nessuno si è tramutato in gol: un altro dato che la dice lunga

«Contro il Milan abbiamo disputato un’altra bella prova ma è mancata la cosa più importante, segnare per portare a casa il risultato – ha ribadito Milenkovic – Però se continuiamo a giocare in questo modo sono convinto che i gol e quindi i punti arriveranno». Ai tifosi non resta che augurarsi che lì davanti si sblocchino una volta per tutte.


 

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