Gioco
Milan-Fiorentina 1-0: il Diavolo piega la Viola
Il Milan col minimo sforzo porta a casa il massimo risultato e ricomincia a correre. La Fiorentina si ferma sul palo di Gonzalez e sulla parata di viso di Maignan
E dire che le occasioni, per la Fiorentina non sono mancate. Prima con Nico Gonzalez, il più imprevedibile dei suoi, oltre che l’ultimo ad arrendersi, e poi con Beltrán che, pur sfruttando una leggerezza di Maignan, si allunga troppo il pallone e perde l’attimo giusto. La parata “di viso” del portiere francese su Mandragora, sul finire della gara, sembra essere la sintesi perfetta di un’altra notte sfortunata, che termina con la squadra viola ancora a leccarsi le ferite inferte da una big riuscita nell’impresa di rilanciarsi.
A decidere il match, a favore di un Milan tutt’altro che irresistibile è stato un calcio di rigore conquistato e trasformato da Theo Hernandez, atterrato in area in maniera ingenua da Parisi - ancora costretto a giocare sull’altra corsia - e messo in movimento dall’ex Jovic, nell’unico vero sussulto del serbo (Terracciano, poco dopo, lo ha ipnotizzato, ma il suo errore resta grave: bocciato pure lui). I rossoneri, costretti ad affidarsi ad un tridente inedito e assolutamente d’emergenza, con Chukwueze, Jovic e Pulisic, avevano assoluto bisogno di vincere per rinascere e tenere il ritmo Champions imposto dalla classifica di A e nessuno, in campo, ha sbagliato, pur sfruttando quel pizzico di fortuna che spesso fa la differenza.
Sì, perché il palo colpito da Gonzalez in piena ripresa, per i viola, è sembrato avere il timbro della beffa, con la Fiorentina inchiodata sempre di fronte al solito problema, la sterilità realizzativa. L’amarezza è persino amplificata, considerata la mole di gioco prodotta: è qui che serve riflettere, anche pensando alle opportunità che si potranno presentare sul mercato invernale. Ha fallito l’attaccante argentino, spesso imbrigliato nelle strette maglie della difesa del Milan, e non ha fatto meglio chi lo ha sostituito, Nzola, ancora lontano dalla condizione che lo aveva contraddistinto negli anni vissuti a Spezia. A dire il vero, ci si aspettava molto di più anche da Sottil, il cui unico scatto è stato quello che lo ha portato a scaraventare il pallone addosso a Loftus-Cheek, reclamando un rigore che le telecamere non hanno evidenziato in maniera così nitida. Italiano, sul finale, le ha tentate tutte per cercare di riportare la partita sul pari, mandando in campo addirittura quattro attaccanti, compreso i subentrati Ikoné e Kouamé. È stato, ancora una volta, un arrembaggio finale, con un continuo batti e ribatti in area, a cui ha provato a partecipare pure Maxime Lopez, ma senza successo. L’ennesimo esame finisce con la squadra quantomeno di nuovo “rimandata”. Per il tecnico viola, il San Siro rossonero resta un tabù: l’appuntamento col primo successo col Milan, che brinda anche al debutto di Francesco Camarda, il più giovane esordiente in A, è ancora rimandato. Peggio di una maledizione. Non c’è tempo da perdere, però: l’obiettivo è quello di scrollarsi subito di dosso le tossine di questo ko e dei possibili sorpassi in classifica che si potranno consumare in questo turno di campionato per concentrarsi sulla Conference League.
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