Il Tirreno

Firenze

È finita la siesta, si va a San Siro E Italiano crede nel colpaccio

di Francesco Gensini
È finita la siesta, si va a San Siro E Italiano crede nel colpaccio

Il tecnico: ci siamo allenati con grande intensità, c’è entusiasmo fra i ragazzi

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Sosta finita, torna il campionato e per la Fiorentina torna con una partita che può segnare l’immediato futuro: è il ragionamento fatto da Vincenzo Italiano in questi giorni al Viola Park e via via ribadito al rientro alla spicciolata dei vari Nazionali.

È solo la giornata numero 13 e va bene, ce ne saranno altre venticinque a seguire e anche questo è inconfutabile, ma una partita a San Siro contro il Milan non ha lo stesso peso specifico di molte altre, men che mai se ci sono soltanto tre punti a dividere Milan e Fiorentina. E soprattutto a dividere la Fiorentina da un possibile terzo posto. «Veniamo dalla vittoria contro il Bologna che ci ha permesso di rilanciarci in classifica aggiungendo nuovi punti a una classifica importante: classifica che vogliamo mantenere e se possibile migliorare».

Parole di Italiano al sito del club che fotografano benissimo la situazione sopra descritta e la voglia della squadra viola di essere protagonista in una di quelle occasioni che contano. «Chiaramente – ha aggiunto il tecnico siciliano – ci attende un impegno difficile, ma secondo me l’abbiamo preparato bene: ci siamo allenati con grande intensità e grande entusiasmo. Le vittorie, come dico sempre, ti consentono di mettere un altro spirito in quello che fai. Poi, gradualmente, sono tornati tutti i Nazionali e abbiamo approfondito la nostra strategia da usare contro un avversario che ci proporrà una partita molto complicata. Ma siamo carichi e motivati: vogliamo fare bene e vediamo domani quali saranno le risposte».

Domani è ovviamente oggi, cioè stasera, perché Italiano ha parlato ieri pomeriggio prima di salire – lui e la squadra – sul treno con destinazione Milano. E sul treno c’è salita una Fiorentina convinta e determinata, sicura (senza presunzione) di giocarsela alla pari con la formazione di Pioli e, se sarà stata più brava durante i 90 e più minuti, anche di poter portarsi a casa un successo che profumerebbe di zona Champions. Convinzione e determinazione derivano soprattutto dalla consapevolezza che ormai il sistema di gioco è collaudato e che chiunque è chiamato a farne parte sa cosa fare. Per questo Italiano non si preoccupa di assenti o di recuperi dell’ultimo momento: quello che gli interessa è che la Fiorentina faccia la Fiorentina.

«Beltran sta bene ed è regolarmente aggregato dopo lo stop con il Bologna: in questa settimana si è sempre allenato e, anzi, ha intensificato il programma rispetto a quella precedente. Anche Kayode sta molto meglio e ha aggiunto qualcosa anche nell’ultima seduta, però preferiamo tenerlo a Firenze per farlo allenare e averlo al massimo nei prossimi impegni: giovedì, ad esempio, abbiamo quello di Conference League che vale tanto. Sappiamo poi di non poter contare su Ranieri squalificato, ma gli altri sono a posto: ci siamo preparati per affrontare un Milan forte che richiede una prestazione d’alto livello. La squadra rossonera nell’ultimo periodo è sembrata essere in difficoltà, ma riesce sempre ad avere una reazione solida grazie ai campioni che ha dentro una rosa di eccellente qualità, peraltro allenata da un ottimo tecnico. Hanno defezioni? Ce le abbiamo anche noi come ce l’hanno un po’ tutti. E non dimentichiamoci che troveremo uno stadio pieno e un ambiente caldo».

Quel che è fatto è fatto, ormai. Pausa terminata, Nazionali recuperati, strategia definita con ultimi ritocchi oggi secondo sana consuetudine di Italiano: però, Milan-Fiorentina è lì, c’è rimasta "solo" la parte più bella e più affascinante dell’attesa: quella che diventa calcio giocato. «Ribadisco che per noi si tratta di un altro test significativo, sicuramente importante per dimostrare di essere maturi e di avere equilibrio: veniamo da una vittoria e dobbiamo dare valore a questa vittoria, ma veniamo anche da una sosta e dopo le soste spesso abbiamo faticato. Anche sotto quel profilo dobbiamo dare una risposta e farci trovare pronti immediatamente. Questi sono i nostri obiettivi a San Siro».
 

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