Gioco
Fiorentina, le mutazioni di Jack Bonaventura, il motore del gioco formato Italiano
Il centrocampista segna e fa vincere la squadra
FIRENZE. Giacomo Bonaventura protagonista lo è sempre stato nelle sue tre stagioni di Fiorentina, ma mai come in questa quarta iniziata ad agosto in cui ha incrementato tutti i numeri messi insieme con successo finora in maglia viola: tanto da riconquistare la Nazionale a distanza di tre anni dall’ultima volta.
Riprova dell’assunto di partenza e non si sbaglia a dire che “Jack” è il calciatore italiano del momento: un momento lungo ormai tre mesi. Avendo cominciato il campionato con il solito piglio e con le solite responsabilità assunte volentieri di dover essere uno degli uomini-guida della Fiorentina, se non l’uomo-guida, Bonaventura ha inanellato una serie di prestazioni ad alto rendimento, raggiungendo già domenica scorsa con il bellissimo gol segnato al Bologna il massimo di realizzazioni (5) a Firenze: il fatto che ci sia riuscito quando la Serie A non è arrivata nemmeno ad un terzo del cammino complessivo, la dice lunga sullo stato di forma e sulla condizione psico-fisica di questo “vecchio-ragazzo” del nostro calcio (ad agosto ha compiuto 34 anni) che a Firenze sta davvero dimostrando, forse come mai gli era successo, di essere il talento fulgido capace di conquistare la copertina in un settore giovanile d’eccezione qual è quello dell’Atalanta. Forse tardi o forse no, sta dimostrando che non è mai, perché a 34 anni ha appunto guadagnato di nuovo la convocazione nell’Italia di Spalletti, subito festeggiata (la convocazione) e ricompensato (il commissario tecnico) con un gol stupendo contro Malta il 14 ottobre nel debutto “bis” in maglia azzurra. «Lavorare tre anni con Italiano – ha detto Bonaventura ieri alla Rai – è stato sicuramente molto importante per me, perché il suo gioco è molto adatto alle mie caratteristiche. Tutti noi abbiamo capito subito fin dai primi allenamenti che avevamo di fronte un allenatore che poteva dare tanto alla squadra e a ogni calciatore, valorizzando le qualità che c’erano dentro la Fiorentina: e alla fine si è visto in questi anni per il calcio che sta proponendo e per i risultati che sta ottenendo».
Bonaventura nell’Italia è un po’ tornato alle origini del ruolo, perché Spalletti lo impiega da centrocampista interno nel 4-3-3 che da sempre rappresenta il modulo e il modo di giocare dell’allenatore di Certaldo. Un problema per “Jack”? Nemmeno a pensarlo: quel modulo lo conosce bene e con Italiano alla Fiorentina ha cominciato così, salvo poi ritrovarsi a fare il trequartista. E proprio Italiano ha il merito non secondario negli eccellenti risultati che il giocatore marchigiano sta ottenendo, avendo voluto sfruttarne in questa maniera la grande capacità di intercettare i palloni avversari per poi colpire. E sempre a proposito di riprove, 5 gol e 2 assist all’attivo in 12 presenze di campionato compongono un record che appartiene più ad un attaccante di razza che a un centrocampista per natura. «Il mio modo di giocare negli anni – ha aggiunto – è cambiato molto. Quando ero più giovane si giocava anche un calcio diverso rispetto ad adesso, si pressava un po’ meno, si giocava più diretto in avanti. Ora, invece, soprattutto quello che chiede e vuole Italiano alla Fiorentina è di coinvolgere i giocatori in mezzo al campo con il possesso-palla. Il calcio stesso cambia continuamente e bisogna essere capaci di adattarsi: forse sono maturato tardi, ma adesso sento la fiducia di tutti, della gente, vado in campo e mi diverto. Questo mi fa stare bene».
Cos’altro aggiungere a questo ritratto che nemmeno rende merito in fondo alle prestazioni dell’ex Milan (quanto si morderanno le mani in casa rossonera per averlo perso a parametro zero nell’estate 2020?) e al suo modo di incidere sui destini e le fortune della Fiorentina? Tante cose e chi ne ha più ne metta, ma probabilmente ne basta una e riguarda il club viola: con Bonaventura al centro, ovviamente. Dopo aver allungato a gennaio il contratto che sarebbe scaduto a giugno fino al giugno successivo, cioè 2024, la società del presidente Commisso sta già pensando di fare un’ulteriore aggiunta arrivando almeno al 2025 e lasciandosi il margine per toccare addirittura il 2026: questione del rientro di “Jack” dalla Nazionale, questione magari di far passare il Milan (guarda un po’) che sarà sabato 25 nell’atteso scontro di San Siro e poi le firme di Barone e Bonaventura faranno bella mostra sul nuovo accordo. Perché ormai Bonaventura e la Fiorentina sono una cosa sola e solo insieme vanno avanti.
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