Sicurezza
Gonzalez e i numeri da bomber: ormai la Viola vince se c’è Nico
Ha segnato a 16 squadre di serie A da quando è a Firenze, 8 gol da inizio stagione. E non ha mai sbagliato dal dischetto. Ormai non sembra nemmeno più un esterno
FIRENZE. Sistemato anche il Bologna, ora gli rimane solo di saldare i conti con Atalanta e Udinese, le uniche due squadre tra quelle che insieme alla Fiorentina partecipano al campionato 2023-24 a cui Nico Gonzalez non abbia mai segnato in carriera, mentre un discorso a parte merita il Monza che è da accomunare sì alle “imbattute”, ma solo perché l’argentino non c’era in nessuna delle due partite dello scorso anno (il primo in assoluto nella massima serie dei brianzoli) a causa di problemi fisici.
Per Atalanta e Udinese se ne riparlerà da gennaio in avanti nel girone di ritorno (nel 3-2 viola contro i bergamaschi al “Franchi” ha comunque servito l’assist a Bonaventura per l’1-0 e invece non è stato in campo nel 2-0 a Udine) , per il Monza è questione di aspettare il 22 dicembre per vedere se riuscirà ad aggiungere un’altra tacca alla già ricca, ricchissima collezione.
Adesso, con il rigore trasformato contro il Bologna, sono 16 le “vittime” in A del sinistro di Nico, ma anche del destro e della testa (inteso come colpo di testa): a lui va bene ogni parte del corpo per esprimere al meglio quello che sa fare meglio. Intanto, ha ritoccato e aggiornato il conto complessivo di presenze e reti in due anni e un pezzo in maglia viola (ricordando però che lo scorso anno è stato parecchio fuori specie da agosto a dicembre per infortuni che alla fine gli hanno impedito anche di partecipare al Mondiale in Qatar): 96 presenze e 30 gol. Otto le reti da inizio stagione, 6 in campionato e 2 in Conference.
Affatto niente male per uno che nasce ed è esterno offensivo con licenza di gol sì, però non la caratteristica principale che dovrebbe essere del suo gioco, anche se Nico la sta facendo diventare tale grazie ad una nuova maturità tecnica che si traduce in continuità realizzativa.
Poi, a proposito di rigori: con quello di domenica pomeriggio battuto e segnato al Bologna, l’argentino è arrivato a un invidiabile 9 su 9 da quando è a Firenze (l’ultimo dei quali risaliva addirittura a marzo scorso contro il Milan e da allora la Fiorentina non ne aveva più beneficiato) e meglio in Serie A ha fatto solo Calhanoglu con 11 su 11 da quando veste la maglia dell’Inter. Nove su nove è record ad effetto e rimane anche allargando la visuale a tutti i penalty tirati in carriera: sono al momento 18, con un solo errore nel gennaio 2021 in Bundesliga e Muller del Friburgo per ora è l’unico a poter vantarsi di aver avuto la meglio su Gonzalez. E rimanendo in ambito Fiorentina, ché quello conta, dei già citati 9 centri dal dischetto ben 8 (un record pure questo) hanno coinciso con una vittoria della squadra viola.
Ma è tutt’altro che una coincidenza. Nico decide e la squadra viola vince, com’è stato giust’appunto tre giorni fa in una partita che la squadra di Italiano “doveva” fare a tutti i costi sua per interrompere la serie negativa provocata dalla tre sconfitte consecutive e rilanciarsi in classifica, intanto proprio ai danni dei rossoblù. E quando Maresca ha decretato il rigore per il fallo di Kristiansen che ha preso Ikoné per la maglia e l’ha tirato giù in piena area, non ci sono stati dubbi su chi l’avrebbe tirato e forse nemmeno sull’esito: finta accennata quel che bastava, pallone a sinistra e Skorupski a destra, irrimediabilmente spiazzato e superato.
E poi via nel solito giro d’esultanza quando segna sotto la “Fiesole” in direzione linea di fondo con la lingua bella di fuori a festeggiare l’ottavo gol in stagione (6 in campionato e 2 in Conference), a cui vanno aggiunti un paio di assist in 15 presenze complessive tra Italia ed Europa per far salire il numero delle reti viola in cui c’è comunque il suo timbro. Sempre più cannoniere, sempre più leader, sempre più imprescindibile di questa Fiorentina: che vince se c’è Nico.
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