Il Tirreno

Firenze

Jack e Nico, con loro in campo esplode sempre il party viola

di Francesca Bandinelli
Nico Gonzalez durante un’azione; il fantasista viola è volato in Argentina con la Nazionale
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Nico Gonzalez durante un’azione; il fantasista viola è volato in Argentina con la Nazionale

Bonaventura e Gonzalez gli amuleti: autori della metà dei gol della stagione

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FIRENZE. Insieme hanno segnato 11 gol, più del 50% delle marcature totali della Fiorentina, ma soprattutto ogni volta che sono riusciti a lasciare il timbro la Viola non ha mai perso. Gonzalez e Bonaventura, oltre ad essere diventati entrambi una sorta di amuleto, si sono fatti veri e propri trascinatori. Jack, che a suon di magie si è riconquistato pure la maglia della Nazionale, ha già eguagliato quello che era il suo record di reti a Firenze, cinque, mentre Nico (6 centri) è a solo una marcatura di distanza rispetto al suo massimo fiorentino (7).

In dodici giornate ha già messo insieme il numero di marcature totalizzato la passata stagione in Serie A con 24 presenze: ora, però, non si accontenta, serve lo strappo. Quel che è certo è che quando il centrocampista italiano e l’esterno argentino salgono in cattedra, per la Fiorentina è uno show: sono loro i dj del party viola. È successo a Marassi, nella goleada che li ha visti entrambi in rete, a Napoli e pure col Bologna, al Franchi poche ore fa. Se Gonzalez qualche volta – contro Lecce e Frosinone – si è dovuto accontentare di pareggi, Bonaventura ha lasciato il segno in maniera più decisa sul fronte dei punti procurati, trasformandosi nel valore aggiunto della sua squadra e ora punta a dare l’assalto alle zone nobili della classifica.

Non è un caso che, nel club, oramai da tempo, si stia lavorando anche a un ulteriore prolungamento di contratto: un talento così non può essere messo in un angolo. Ad oggi, il suo accordo è fino al 2024, con rinnovo automatico al verificarsi di certe condizioni, ma l’idea è di estendere ulteriormente il lasso temporale, fino al 2026, in pratica con una firma a vita, fino al termine della carriera. Nico, dal canto suo, il suo amore per questa avventura lo ha già dichiarato, allungando il suo accordo fino al 2028 e mostrandosi sordo – lui, ma soprattutto la Fiorentina – alle sirene di mercato soprattutto inglesi che ogni volta hanno cominciato a suonare. Messi in un angolo i fastidi fisici della passata stagione, quelli che lo hanno costretto a saltare pure il Mondiale poi vinto dalla sua Argentina, il 10 viola ha voglia di prendersi solo una ricca rivincita nei confronti della sorte.

Aveva segnato anche in finale di Coppa Italia, contro l’Inter, all’Olimpico, ma quella notte a sorridere fu l’altro argentino, Lautaro. Il boccone inghiottito è stato talmente tanto amaro, da aver imparato a farsi ancora più determinante, una sorta di detonatore di sorrisi con la 10 sulle spalle. I due assi viola, in questa sosta, non riposeranno. Bonaventura si è spostato di qualche chilometro rispetto al Franchi, chiamato da Spalletti a Coverciano: la sfida contro la Macedonia è delicatissima, con l’Italia condannata a vincere per non dover guardare da lontano i prossimi Europei, e Jack, anche in azzurro, può diventare una risorsa preziosissima a cui attingere.

Nico, invece, volerà dall’altra parte dell’oceano per le partite con vista sul prossimo Mondiale. Farà rientro, come sempre, a ridosso della gara col Milan, tra i primi anticipi alla ripresa del campionato, ma come dosare forze ed energie, lui, lo ha già imparato. Di certo, servirà la loro efficacia nel tour de force che accompagnerà la Fiorentina verso il nuovo anno. Entrerà in gioco la Coppa Italia, il trofeo da provare ad andarsi a riprendere, e dovrà essere conquistato in maniera definitiva il primo posto nel girone di Conference.

Complessivamente saranno 9 le partite in programma in 35 giorni, aspettando poi di volare negli Emirati per partecipare alla nuova formula della Supercoppa Italiana. Jack e Nico devono solo riavvolgere il nastro. La sinfonia è quella giusta.
 

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