Sicurezza
Viola C’è il bivio per l’Europa
Nonostante i tre ko di fila, la squadra ha più punti di un anno fa: ora servono le vittorie. L’obiettivo è interrompere la serie negativa contro il Bologna e scalare la classifica
FIRENZE. Altro approccio era stato all’ultima partita prima della sosta precedente e soprattutto altro spirito subito dopo, grazie alla roboante vittoria di Napoli per gioco, risultato e conseguente entusiasmo. Altro approccio adesso, in vista di Fiorentina-Bologna, gara che a sua volta introdurrà il terzo e ultimo stop del campionato per questo 2023. Allora la squadra viola veniva da 10 punti in 4 turni che sarebbero diventati 13 in 5 appunto sulla scia del 3-1 al "Maradona"; ora di punti non ne ha conquistati neanche uno a causa delle tre sconfitte consecutive contro Empoli, Lazio e Juventus, peraltro senza realizzare nemmeno un gol. Scenari completamente differenti, stati d’animo ribaltati, prospettive forzatamente da rimodulare e pressione in aumento, tanto che quello di domani si può tranquillamente definire un esame per l’Europa: Fiorentina ottava e con la mini ma incisiva striscia negativa da chiudere, Bologna sesto e in serie positiva da ben dieci gare. Più esame di così non si può.
È così per la classifica delle due squadre che si è venuta a creare, per la tendenza diametralmente opposta, per il valore che un successo porterebbe con sé a beneficio di chi riesce a conquistarlo. I prossimi 90 minuti saranno uno spartiacque per il futuro prossimo. Biraghi e compagni sanno benissimo che domani sono chiamati ad interrompere il filotto di sconfitte: è una priorità non più rinviabile. Eppure, scavando dentro i numeri che rappresentano sempre la fotografia ideale per inquadrare pregi e difetti, la Fiorentina a questo livello della stagione sta meglio di come stava lo scorso anno alla vigilia della 12esima giornata di un torneo che avrebbe dato, alla fine, l’ottavo posto e l’accesso alla Conference League col ripescaggio ai danni della Juventus. Non meglio, molto meglio. I 17 punti attuali sono ben sette in più rispetto ai 10 di dodici mesi fa, frutto quelli di appena 2 vittorie (sono 5 ora) e 4 pareggi, contro ben 5 sconfitte che erano addirittura una in più delle 4 targate 2023-23, nonostante il più volte e ormai noto tris di battute d’arresto nelle ultime tre partite. Merito di 5 vittorie, dei 13 punti conquistati a cavallo tra la prima e la seconda sosta. La Fiorentina sa che se domani vince va alla pausa a 20 punti e a +7 sul turno 12 della stagione 2022-23, quando di punti ne aveva 13 in virtù del 2-1 ottenuto a Spezia in uno dei tanti crocevia sul percorso delle 60 partite complessive. Un motivo valido, validissimo, per superare l’esame Bologna.
È chiaro che per riuscirci e per superarlo ci vuole un’altra Fiorentina. Non quella vista contro l’Empoli, nemmeno quella dell’Olimpico contro la Lazio o del "Franchi" contro la Juventus, sterile e troppo avviluppata su sé stessa in un gioco per vie orizzontali che poco o niente ha prodotto in fatto di tiri verso la porta avversaria. Neanche quella della doppia sfida di Conference League contro il modesto Cukaricki, ché non fa testo né nel 6-0 dell’andata e né nell’1-0 del ritorno per motivi differenti: per farla breve, se in questo momento è probabilmente troppo chiedere la Fiorentina vista a Napoli, va bene quella dell’esordio a Genoa, o di Udine, oppure ancora quella che ha battuto l’Atalanta per 3-2 al "Franchi".
Versioni a loro volta differenti di Fiorentina l’una dall’altra, però accomunate da una qualità che non era tecnica o riferita al gioco e che si è smarrita da un paio di settimane a questa parte: tutte versioni di squadra consapevole e convinta dei propri mezzi e delle proprie possibilità, a prescindere dall’avversario. Seve un’anima, di quelle capaci subito di incidere. Perché, come dice Vincenzo Italiano, «quando questo gruppo è in fiducia, è tutta un’altra squadra». Quella che ci vuole all’esame-Bologna.
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