Il Tirreno

Firenze

Viola Il fattore gol è un tabù Beltrán e Nzola a un bivio

di Brunella Ciullini

	Un tentativo di Beltrán andato a vuoto
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Un tentativo di Beltrán andato a vuoto

Dopo la sosta, la Fiorentina in A non ha festeggiato nemmeno una rete. L’ultimo ad andare a segno è stato Gonzalez: c’è da invertire il trend

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FIRENZE. L’ultimo è stato Nico Gonzalez, che è pure l’attuale capocannoniere viola con 5 reti in A e 2 nei playoff di Conference League. Era lo scorso 8 ottobre e quel giorno la Fiorentina dette una lezione di calcio al Napoli battendolo al “Maradona” 3-1: ad aprire le danze fu Brekalo, dopo il momentaneo pari su rigore di Osimhen raddoppiò Bonaventura e infine, al terzo minuto di recupero, timbrò il tris l’esterno argentino subentrato nella ripresa. È stato l’ultimo gol realizzato dai viola nella massima serie coinciso anche con l’ultima vittoria conquistata in campionato. Da dopo la sosta per gli impegni delle nazionali la squadra di Vincenzo Italiano non ha più segnato e, non può essere una coincidenza, non ha più raccolto punti. Tre sconfitte di fila con Empoli (2-0) e Juventus (1-0) al Franchi e una in trasferta contro la Lazio (1-0). Tre sconfitte maturate in modo diverso fra loro: tranne che nel derby la Fiorentina avrebbe meritato di prendere almeno un punto. Ma così non è stato e ciò è dipeso anche dal non aver saputo capitalizzare le occasioni create (non tante, ma ci sono state) e il gran possesso palla. Concretezza, prontezza, precisione, fortuna, è mancato tutto questo nell’ultimo periodo alla formazione viola e la cosa si è riflessa inevitabilmente sulla classifica visto che Gonzalez & c. sono adesso scivolati fuori dalla zona Europa.

Sia chiaro, tempo e opportunità per rifarsi non mancano di certo ma è innegabile, numeri alla mano, che la cooperativa del gol (15 giocatori diversi finora andati a segno in entrambe le competizioni) si sia inceppata. La sterilità dei due centravanti arrivati in estate per un investimento di poco inferiore ai 40 milioni di euro sta pesando molto e più passano i mesi più si sta trasformando in un problema che per adesso appare lontano dalla soluzione: Nzola ha segnato ad ora un solo gol, quello del 3-0 nel finale con il Cagliari a inizio ottobre; Beltrán di reti ne ha fatte due, tutte assieme, in Conference contro il Cukaricki una decina di giorni fa ma in campionato è ancora a digiuno. Il fatto che fin qui siano andati a segno più uomini ha bollato la Fiorentina autentica cooperativa del gol e ha permesso a Italiano di sopperire in qualche modo all’anemia dei propri centravanti. Ovvio che la cosa non può e non deve durare: perché a fronte della attuale sterilità – fra l’altro mai era accaduto sotto l’attuale gestione tecnica che i viola perdessero tre gare di fila senza segnare – la porta di Terracciano è stata spesso trafitta al primo affondo, talvolta l’unico come è stato con la Juve.

Dietro a Gonzalez tra i marcatori viola non c’è un altro attaccante bensì un centrocampista, Bonaventura, a bersaglio finora 4 volte, quindi un difensore, Martinez Quarta con 3. Tradotto: urge che le punte si sblocchino e trovino continuità e Italiano riesca a trovare i giusti correttivi, intanto il prossimo avversario sarà il Cukaricki contro cui la Fiorentina ha segnato gli ultimi e unici gol (6 in un colpo solo) nelle recenti settimane. Magari la trasferta di giovedì potrà rivelarsi la palestra più congeniale per aggiustare il tiro in attesa della gara di domenica contro il lanciatissimo Bologna. Poi a gennaio, con la riapertura del mercato, società e allenatore dovranno sedersi ad un tavolo e valutare un nuovo possibile investimento. Perché senza gol nel calcio non si va da nessuna parte.

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