Il Tirreno

Firenze

Serie A

Italiano pensa a come mescolare le carte. Nel mezzo Arthur e Duncan si fanno diga

di Francesco Gensini

	Arthur e Comuzzo (Foto Acf Fiorentina)
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Arthur e Comuzzo (Foto Acf Fiorentina)

Davanti, a sfidare Vlahovic, ci sarà Lucas Beltrán: Parisi invece si risistemerà a destra

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FIRENZE. Contano tutte le formazioni di partenza che un allenatore decide di mettere in campo: questa di più, anche se poi i cinque cambi permettono ormai di intervenire in maniera netta modificando addirittura metà della squadra nei calciatori di movimento. Ma gli undici che cominciano hanno sempre un peso specifico superiore, motivo per il quale Italiano a modo suo sta smontando e rimontando la squadra che domani sera alle 20,45 entrerà sul terreno di gioco del "Franchi": a modo suo significa con tutte le riprove mirate che proseguono al Viola Park fin da mercoledì, giorno della ripresa degli allenamenti.

E da allora il tecnico viola ha cominciato ad alternare gli elementi a sua disposizione nelle partitelle, negli schemi attacco contro difesa, nelle esercitazioni, per individuare poi alla soluzione finale e definitiva: lo fa sempre, figuriamoci stavolta che arriva la Juventus e arriva ad avviare il trittico di partite nella settimana da domenica a domenica che porterà alla terza e ultima sosta di questo inizio di campionato. Col Cukaricki e a Bologna avrà tempo e modo di pensare, adesso conta soltanto la Juventus. Non da oggi, Italiano sa di poter contare su un vantaggio non indifferente: le certezze messe insieme sui singoli che gli hanno consentito gerarchie precise nei vari ruoli, ma sapendo anche di avere la possibilità di ruotare gli uomini come e quando vuole per soluzioni alternative affidabili. Le certezze per definizione lo sono di più e da quelle riparte contro la Juventus alla ricerca di una vittoria che servirebbe a buttare definitivamente in un angolo le due sconfitte di fila rimediate con Empoli e Lazio. Senza considerare il valore di eventuali tre punti presi ai bianconeri. Certezze, si diceva.

Terracciano in porta, Parisi e Biraghi sulle fasce con conferma a destra dell’ex Empoli, Quarta nel mezzo con uno tra Milenkovic e Ranieri: logica e abitudini (di Italiano) vogliono il serbo favorito nonostante il rigore causato contro i biancocelesti di Sarri, anche se Milenkovic oggettivamente non sta attraversando un momento di forma scintillante. Sotto col centrocampo e qui dubbi salvo sorpresissime non ce ne sono: Arthur (ex con tanta voglia di dimostrare che alla Juventus hanno avuto troppa fretta con lui) la mente, Duncan il braccio, poi Maxime Lopez e Mandragora sono tra i primi della lista per i cinque cambi che possono servire a tenere fresca la Fiorentina. Rimane l’attacco e là davanti qualcosa in ballo ancora c’è. Più di qualcosa. Non il posto di Bonaventura che è di Jack, non il posto di Gonzalez che è di Nico, e i due giocano sempre e comunque perché se non giocano vuol dire che non stanno bene o che devono rifiatare e non è questa l’occasione, ma quello dell’altro esterno e del centravanti sono sempre da "battezzare": Italiano si prenderà fino all’ultimo minuto possibile per sdoganare la scelta assemblando tutte le riprove di cui sopra, comprese quelle di oggi nella rifinitura, ovviamente. Intanto, ad ora, Ikoné è l’altro esterno e Beltrán il centravanti.

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