Gioco
Un vichingo essenziale. Beltrán sogna lo sgambetto decisivo proprio alla Juve
L’argentino scala le gerarchie: l’obiettivo è farsi re del gol
FIRENZE. Se giocherà, sarà per lui la terza partita di fila dal Cukaricki alla Juventus passando per la Lazio e a quel punto è chiaro che le gerarchie per il posto da centravanti si saranno spostate tutte o quasi dalla sua parte: dalla parte di Lucas Beltrán, anche se il dubbio dell’assioma di partenza ce lo porteremo dietro fino a sabato. Forse addirittura a domenica come non di rado accade.
Perché Vincenzo Italiano non dà mai certezze in anticipo e perché la valutazione ha bisogno di tutte le riprove possibili prima di essere sdoganata a scelta. Eppure, che l’argentino abbia al momento i favori rispetto a Nzola è poco ma sicuro. Merito dei due gol (e una traversa) in Conference League che l’hanno fatto entrare finalmente nel tabellino dei marcatori e sbloccato soprattutto di testa (cosa che la rete segnata contro il Cagliari ancora non sembra abbia avuto lo stesso effetto sul “rivale” angolano), come poi dimostrata dalla successiva gara in casa della Lazio pur senza il conforto di un’altra segnatura. Il posto da titolare in primis, il gol annullato comunque molto bello per preparazione e realizzazione, e infine il palo colpito con un colpo di testa, sono lì a sottolineare lo scatto in avanti dell’argentino nelle preferenze del tecnico viola.
Un buon motivo, insomma, per pensare che il copione venga riproposto contro la Juventus: l’ex River subito in campo, l’ex Spezia a dargli il cambio dopo un’ora di gioco com’è successo a Roma lunedì sera. Per lo stato di forma (tecnico e mentale) dei due non ci sarebbe corsa e lo si è visto dopo il cambio, ma nella valutazione c’entrano altri “mille” fattori e Italiano è pronto a tenerne conto. Sarà ovviamente così anche stavolta, però vale la pena tornare sull’opzione Beltrán (che dalla sua avrà anche il tifo di mamma Adriana, arrivata a Firenze) come quella da preferire anche per un riferimento “storico”: fu proprio realizzando un gol contro la Juventus che Gabriel Omar Batistuta è diventato Bati-gol dopo aver sofferto – ed è dire poco – per un girone intero nella sua prima stagione a Firenze in maglia viola, ormai (purtroppo) più di trent’anni fa. Riferimento storico, una curiosità meglio ancora, e si ferma lì senza scomodare nemmeno lontanamente possibili paragoni o accelerare similitudini che non hanno senso. Italiano questo non lo prenderà ovviamente in considerazione per scegliere il centravanti, mentre soppeserà tutto il resto, dalla condizione psico-fisica alle qualità dei due per mettere più in difficoltà i centrali difensivi di Allegri, eccetera eccetera: ma l’idea di un argentino che “punisce” la Juventus al “Franchi”, magari sotto la Curva Fiesole come fece il “Re Leone”, aggiunge un pizzico di romanticismo in più. Può essere davvero lui a mettere una pietra definitiva sul ricordo ormai lontano di un altro attaccante che, dopo aver faticato tanto, aveva cominciato a segnare a ripetizione, quel Vlahovic finito (a tutti i costi) alla corte bianconera. Firenze lo aspetta, di sicuro lo sogna.
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