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Calcio serie A

Viola, il turnover è la soluzione. Italiano studia i cambi vincenti

di Francesco Gensini

	Gonzalez festeggia un gol
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Gonzalez festeggia un gol

Prove tecniche verso il derby: sotto la lente ci sono Gonzalez e Bonaventura

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FIRENZE. Ci risiamo, come già successo altre otto volte in precedenza alla Fiorentina targata Vincenzo Italiano: ci risiamo alla prima partita dopo la sosta, che porta con sé un carico di entusiasmo aggiuntivo per la bella, bellissima vittoria conquistata a Napoli, ma anche i soliti dubbi misti a problemi dovuti alla prolungata assenza dei Nazionali (ben 11), ai loro rientri scaglionati e a ridosso o quasi della ripresa, al surplus di fatiche accumulato in giro per il mondo. Tutto già visto, tutto già sperimentato e forse anche per questo il tecnico viola ha pronto l’antidoto: si chiama turnover.

Intanto, giova ricordare che nelle otto occasioni dal 2021-22 ad oggi in cui il campionato si è fermato (Mondiale escluso), la Fiorentina di Italiano non ha conosciuto mezze misure: o bene bene o male male. Concetto ben riassunto dai numeri, perché 5 sono state le vittorie (l’ultima contro l’Atalanta) e 3 le sconfitte. Detto ciò, l’antidoto si chiama "avvicendamenti", che l’allenatore siciliano sta perfezionando proprio in questa stagione, grazie soprattutto ad un gruppo di giocatori eclettici che finora gli ha permesso di cambiare e di alternare senza abbassare il livello qualitativo del gioco. Né i risultati. Cominciando a farlo all’indomani del 4-0 rimediato a San Siro contro l’Inter con una formazione praticamente in fotocopia (una sola novità tra i dieci calciatori di movimento) a quella schierata 72 ore prima in Conference League: pensava comprensibilmente che la testa arrivasse laddove non sarebbe arrivato il fisico. Così non è stato e Italiano ha detto mai più senza il turnover. 

Promessa mantenuta in toto, anzi addirittura "estremizzandola" qua e là, come si è visto nel blocco di partite tra le due soste dopo l’Inter: può essere anche per quello che la Fiorentina è rimasta imbattuta sia in Serie A che in Conference conquistando ben 13 punti su 15 in campionato. Ricapitolando: sono stati 6 i cambi dall’Atalanta, che ha dato il via alla seconda serie di gare, al Genk; 7 dal Genk all’Udinese, 6 dall’Udinese al Frosinone, 3 dal Frosinone al Cagliari, 5 dal Cagliari al Ferencvaros, 7 dal Ferencvaros al Napoli. La Fiorentina in questo periodo non ha mai perso, spesso ha giocato un buon calcio, a Napoli addirittura ottimo, e Italiano ha avuto le risposte che cercava sotto ogni profilo e su quella strada chiaramente continuerà da ora in avanti nel nuovo blocco composto da 6 partite (4 in A e 2 in Conference). Cominciando chiaramente da lunedì sera contro l’Empoli e non ci sarà stress o ansia nel valutare le condizioni dei tre argentini Beltrán, Gonzalez e Quarta, ad esempio, che solo ieri hanno potuto svolgere il primo allenamento al Viola Park dopo dieci giorni di assenza. Forse anche per questo, non ci vuole molto a capire che l’osservato speciale in assoluto è Nico, del quale davvero farne a meno adesso è quasi impossibile. E il discorso vale per Bonaventura e Milenkovic, per Kouamé e Brekalo, per tutti i calciatori che sono stati lontani da Firenze perché impegnati con le rispettive Nazionali: alcuni sono più "importanti" di altri, per certi versi indispensabili, e il riferimento ancora a Nico Gonzalez non è casuale ma nemmeno a Bonaventura, però gli impegni incalzeranno dopo l’Empoli (in totale sono 6 partite in 18 giorni per la Fiorentina fino alla sosta di metà novembre).

Da oggi al centro sportivo iniziano le prove "vere" per arrivare all’undici anti-azzurri e a un derby che non è mai banale, però la squadra viola sa di poterci arrivare comunque con un bagaglio rinforzato di certezze e allora la parola d’ordine è una soltanto: turnover. Garantisce Vincenzo Italiano.

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