Attenzione
Kayode, il futuro è viola
La Fiorentina blinda il terzino, firmato il rinnovo fino al 2028. Il terzino nato nel vivaio è l’ennesima scommessa vinta dal club
Ad accendere i riflettori su Federico Chiesa, a Torino, contro l’acerrima rivale bianconera, la Juventus, fu Paulo Sousa. Vincenzo Montella, invece, non ebbe dubbi a lanciare sul palcoscenico del calcio che conta un Gaetano Castrovilli appena rientrato dal prestito alla Cremonese: debuttò contro il Napoli, presentando subito il miglior biglietto da visita di sé stesso.
Michael Kayode, invece, dopo aver conquistato l’Italia, regalandole il primo posto all’Europeo Under 19, ha fatto il bis con Italiano. Fino a convincere i dirigenti a blindarlo, con un prolungamento fino al 2028, per altri cinque anni e ingaggio a salire nel corso del tempo, in base anche agli obiettivi raggiunti. Arrivato al Viola Park, con quella medaglia al collo diventata quasi parte integrante del corpo tanto era l’orgoglio di averla vinta, ha continuato a spingere il piede sull’acceleratore e a correre, col vento in faccia.
Ha debuttato in A a Genova, sfoderando una prestazione importante e facendo staffetta – con inchino – con Dodo, e poi del brasiliano si è ritrovato a raccogliere l’eredità, dopo l’infortunio. Dopo essere stato “scartato” dalla Juventus, costretto a tornare al Gozzano, in Serie D, «facendo un passo indietro per farne poi due avanti» come ha sempre raccontato, ecco che il laterale basso, ora, si gusta la rivincita. Mentre i bianconeri sono rimasti ad osservare questo exploit – forse anche mordendosi le mani di fronte alla facilità con cui ne hanno ceduto il cartellino –, sulle tracce del giocatore nato in Italia ed in possesso anche di passaporto nigeriano, si sono messi un po’ tutti. Diversi club di Serie B, la scorsa estate, hanno provato a prenderlo in prestito, per concedergli una vetrina, mentre il “muro” eretto a protezione è riuscito ad allontanare top club europei del calibro dell’Arsenal. Le parti stavano parlando da tempo di allungare questo sodalizio, l’accelerata però è arrivata nelle ultime ore di questa sosta per gli impegni delle Nazionali (e Kayode è in Under21). La linea verde-viola, insomma, ha forgiato un altro gioiello. In una rosa che vede al suo interno tanto Ranieri, altro uscito dal settore giovanile protagonista in Conference League con la prima doppietta della sua carriera realizzata al Genk, quanto Sottil, e con altri giovani in rampa di lancio (da Comuzzo a Amatucci), ecco che la forza di fabbricarsi talenti in casa si sta rivelando una volta di più un valore aggiunto.
Kayode, che solo un anno fa – nell’estate del 2022 – ha firmato il suo primo contratto da professionista con il club viola, adesso si trova proiettato nel futuro, pronto eventualmente a farsi bandiera e, nel frattempo, continua a prendere spunto da chi ha già messo nelle gambe più esperienza di lui. Ha studiato osservandone i movimenti in tv da Cafù, mentre tra i riferimenti di oggi ha sempre detto di ispirarsi a Di Lorenzo, sempre attento a spingere al massimo dei giri il suo motore e a ripiegare rapidamente in difesa per coprire il più possibile gli spazi. È lui, adesso, il riferimento dei più piccoli, quello che un passo dopo l’altro è arrivato a farsi conoscere al grande pubblico. Farà da traino intanto a Jonas Harder, centrocampista classe 2005 in forza alla Primavera di Galloppa e che presto metterà la sua prima firma su un contratto vero e che si prepara a bruciare le tappe, al pari dei due giovani portieri, Vannucchi, chiamato anche da Spalletti per allenarsi con l’Italia alla luce dell’indisponibilità di Provedel, e Martinelli, inserito già tra i migliori 60 talenti al mondo da The Guardian. Il futuro, in riva all’Arno, è già presente.
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