Il Tirreno

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Serie A

Viola, è una notte da Champions. Col Napoli per sognare in grande

di Francesca Bandinelli

	Nico Gonzalez
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Nico Gonzalez

Italiano: «Cercheremo di dare filo da torcere agli avversari, stiamo bene»

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FIRENZE. I sogni, almeno quelli imminenti, passano tutti dal Maradona. Nello stadio dedicato al dieci eterno, quel Diego dal mancino immortale, Nico Gonzalez - che il primo gol, in patria, lo ha segnato con l’Argentinos Juniors nell’impianto di Buenos Aires dedicato in vita al campione del mondo - proverà a farsi ancora re lì dove, l’ultima volta, ha segnato (mandando in rete anche Ikoné) e festeggiato i tre punti. Lo stress test, stasera, è di quelli che contano. Perché il Napoli, in fase di rinascita dopo un avvio di stagione complicato e reduce dal ko contro i "galacticos" del Real Madrid, è a caccia di quel tris di successi in campionato, fin qui, mai conquistato nell’era Garcia, e pure perché chi delle due contendenti porterà a casa il bottino pieno si candida a recitare un ruolo da protagonista, cullando ambizioni da Champions. Italiano lo sa benissimo ed è per questo che, alla vigilia, non ci ha girato intorno: «Abbiamo preparato questa gara con grande attenzione, consapevoli di dover affrontare una squadra forte - ha detto ai canali del club-. Rispettiamo il Napoli ma cercheremo di dargli filo da torcere. Stiamo bene, veniamo da una serie di risultati positivi e da una rimonta in Conference che ci ha inorgoglito e ha entusiasmo i tifosi. Dobbiamo tenerci stretto questo clima di entusiasmo». La scorsa estate il tecnico viola è stato, per diversi giorni, il sogno "proibito" del presidente De Laurentiis, salvo poi prolungare col proprio club d’appartenenza: di certo, battere il Napoli pure per lui avrebbe un sapore speciale, anche per trascorrere una sosta senza cattivi pensieri in testa. Dopo la reazione di rabbia mostrata in Conference League, con la mezz’ora finale giocata a ritmi altissimi - fin qui era sempre accaduto il contrario, con diversi primi tempi disputati a spron battente rispetto alle riprese -, adesso, l’obiettivo è quello di costruire un’impresa, aspettando dopo la sosta le altre sfide contro le big, dalla Lazio (in posticipo, lunedì 30 ottobre), alla Juventus (al Franchi il 5 novembre). Nzola, che al Maradona si è acceso i riflettori addosso per la prima volta con la maglia dello Spezia (vittoria dei liguri per 2-1), dopo essersi sbloccato l’altra sera in Conference, va a caccia del primo centro anche in campionato. Dopo i 13 gol della passata stagione, l’angolano non ha più intenzione di aspettare, è questione di fame oltre che di orgoglio.

E mettere al tappeto i campioni d’Italia, costringendo la macchina da reti di Osimhen a fare da spettatore sarebbe il copione perfetto. Il compito più difficile sarà quello di tenere le maglie strette in difesa. Sì, perché la Fiorentina è la squadra, tra le prime sei in classifica, con la peggior difesa quanto a numero di gol incassati: frenare il Napoli, avversario che ha il secondo attacco più prolifico della Serie A dietro all’Inter non sarà uno scherzo. L’esame di maturità riguarderà anche questo: nessuno intende sbagliare. Ciascuno ha un motivo speciale, soprattutto Jack Bonaventura che, dopo tre anni e grazie anche alla spinta di Italiano, ha riconquistato la chiamata in Nazionale.

Ha dimostrato coi fatti, una gara dopo l’altra, di essere sempre uno dei protagonisti, macinando reti o semplicemente disegnando gioco: ora però punta allo strappo, quello del salto definitivo di qualità per far uscire la Fiorentina dal limbo. E trasformarla davvero in una big.

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