Il dolore
Cuore e orgoglio. L’amuleto di Conference è Antonin Barak
«Testa al Napoli: vogliamo provare a vincere»
FIRENZE. Chiamatelo amuleto o uomo dei gol decisivi. Antonin Barak, numeri alla mano, non segna moltissimo - d’altronde non è il suo ruolo né il suo compito - ma quando lo fa riesce spesso a regalare punti preziosi e risultati importanti. Come giovedì con il Ferencvaros quando, subentrato al 12’ della ripresa al posto di Mandragora, è riuscito di lì a poco a riaprire la partita con un preciso colpo di testa, avviando la rimonta della Fiorentina dopo il doppio svantaggio con gli ungheresi nella seconda gara dei gironi di Conference League. Una competizione che ben s’addice alle caratteristiche del biondo centrocampista ceco che, dopo i malanni (un’infezione contratta durante le vacanze) che gli hanno impedito di svolgere la regolare preparazione estiva, ha una voglia matta di recuperare il tempo perduto e dare il proprio contributo alla causa. Come la passata stagione quando con i suoi gol evitò un passo falso contro il Riga (1-1) e timbrò l’1-0 con il Sivasspor indirizzando la propria squadra verso gli ottavi. Ma soprattutto i tifosi viola non dimenticano la rete che Barak ha realizzato al 129’ a Basilea contro la formazione svizzera, la rete del 3-1 per la Fiorentina che ha ribaltato la sconfitta dell’andata al Franchi per 2-1 e regalato l’accesso alla finalissima di Praga. Ancora oggi il centrocampista ha i brividi a ripensare a quel momento. Ma Barak è stato decisivo anche nel successo casalingo contro la Samp (1-0), nella rimonta sul Milan poi battuto 2-1 e ha partecipato alle goleade, sempre in Conference, contro gli Hearts (5-1) e in Lettonia con il Riga (3-0). Ad ora in maglia viola ha messo assieme 49 presenze con 9 centri, quindi è ad un passo dall’andare in doppia cifra. Per questo il suo rientro dopo un lungo stop - fin qui Barak ha disputato appena 54’ e non è ancora mai partito titolare - è stato accolto da Vincenzo Italiano con grande soddisfazione, consapevole di avere un’importante e affidabile alternativa in più: «Tutti sanno quanto mi fa piacere quando i giocatori che entrano a gara in corso lo fanno bene - afferma il tecnico -. Non è semplice cambiare l’inerzia delle partite, sono stati tutti bravi a partire da Barak e Ikoné che sono contento di aver recuperati. Prendete Tony: non si scopre adesso quello che ci può dare, è bravissimo a riempire l’area e con il suo rientro può permetterci anche di cambiare sistema di gioco. Quando i giocatori entrano con questo atteggiamento è sempre bello». Lo stesso centrocampista tira un sospiro di sollievo: «Sono felice di essere tornato dopo un periodo in cui non sono stato bene. Sentivo di poter dare tanto, ho davvero tanta fame dopo questo periodo in cui sono stato fermo. Ho una grande voglia di giocare, conosco il mio valore e ho piacere a indossare questa maglia. A Firenze io e la mia famiglia stiamo bene e quando è così è bello lavorare. Ora testa al Napoli, loro sono i campioni d’Italia come dimostrato anche contro il Real Madrid, ma noi siamo consapevoli di essere una squadra che non molla mai, andremo là per provare a conquistare i tre punti. Sono fiducioso e lo sono anche per la possibilità di vincere tutte le prossime 4 gare di Conference». Magari con qualcuno dei suoi pesantissimi gol.
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