La protesta
Fiorentina, Italiano: «Avanti con questo gioco, i gol degli attaccanti arriveranno»
Il tecnico dà la carica in vista della partita con il Frosinone: siamo sempre concreti
FIRENZE. Dieci punti in cinque partite sono una buona partenza, una buonissima partenza, la migliore per Italiano nei suoi tre anni di panchina viola, ma il tecnico siciliano non ne fa una questione di statistiche, ma di rendimento e non si accontenta. Vuole che la sua squadra sfrutti l’onda lunga della vittoria di Udine oggi a Frosinone nella seconda trasferta consecutiva che diventano tre se si considera anche quella di Genk in Conference League.
«Abbiamo conquistato tre punti pesanti a Udine, per la classifica, per l’importanza adesso di mettere fieno in cascina, anche se non abbiamo disputato una partita entusiasmante. Ma in questo momento c’è bisogno di fare punti e di alzare l’autostima di tutti e, perciò, l’atteggiamento mi è piaciuto moltissimo. Aggiungo poi la concretezza che non avevamo in passato e che sta facendo la differenza: mandiamo tanti uomini in gol pur non avendo tante occasioni e questo mi dà grande soddisfazione. Sono situazioni che proviamo, cercando di riempire l’area di rigore avversaria con molti uomini e partecipando attivamente alla fase offensiva. Presto arriveranno anche i gol degli attaccanti, sono sicuro, e pure quelli degli esterni che ancora non hanno segnato. Riusciamo a fare gol, a sbloccare il risultato e poi a mantenerlo: intanto, godiamoci queste prerogative».
Prerogative che tengono la Fiorentina nelle posizioni di vertice in campionato. Ma anche le altre corrono ed ecco perché è così discriminante aggiungere sempre qualcosa di più, legando un risultato all’altro con un filo sottile e però prezioso: ad esempio, sarebbe fondamentale allungare il filo da Udine a Frosinone. Italiano lo sa e ci conta che i suoi ci riescano pur non nascondendosi le insidie della gara odierna.
«Il Frosinone - ha aggiunto - sta facendo davvero bene insieme ad altre squadre con una proposta di gioco interessante. Non serviva, ma è l’ennesima dimostrazione pratica che non esistono partite semplici: ovunque c’è da faticare, c’è da battagliare, c’è da sudare per uscire dal campo con i punti in tasca. In più, la formazione di Di Francesco ha tanto entusiasmo dalla sua parte e avrà uno stadio che la spingerà forte. Tutto mettendo insieme, non posso che dire che il Frosinone è una squadra temibile da affrontare con la massima attenzione».
Ventisei ne ha portati con sé Italiano per la trasferta nel sud del Lazio e dentro c’è anche Gonzalez che invece non c’era a Udine per preservarlo dopo la botta tra addome e anca ricevuta a Genk, causa della sostituzione nell’intervallo. «Nico sta bene. Certo, non è al 100 per cento, ma è tra i convocati e poi vediamo come utilizzarlo. Ma il problema sembra risolto».
Il pensiero di Italiano è rivolto anche a Dodô, ieri operato al ginocchio destro a Villa Stuart a Roma per intervenire sulla lesione al legamento crociato. «Mi dispiace tantissimo. Sono convinto che sarebbe tornato il Dodô straripante che abbiamo visto da gennaio in avanti nella scorsa stagione, con le qualità, l’entusiasmo e la voglia che gli appartengono e che trasmetteva a tutti da vero leader. Perdiamo un grande calciatore per un infortunio che lo terrà fuori per tanto tempo: lo sa lui, lo sappiamo noi, ci abbiamo parlato tutti e i compagni lo hanno rincuorato. Non è il primo purtroppo che va incontro a questo tipo di guaio e non sarà l’ultimo: dopo qualche mese sono certo che tornerà più forte di prima».
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