Gioco
I latinos viola giocano in Nazionale Ora l’incognita del rientro col fuso
Gonzalez e Mina in campo con Argentina e Colombia, Beltran in tribuna
FIRENZE. Sudamericani di là dall’Oceano (Atlantico) , lontanissimi e con il problema non secondario – tutte le volte è così – di tornare di qua a settantadue ore dall’impegno della Fiorentina quando il campionato ricomincia, a volte a quarantotto ore appena come in questo caso se gli incastri di giorni e orari non sono favorevoli, però intanto Vincenzo Italiano ha avuto una risposta alle domande scritte sul biglietto d’andata: Yerri Mina ha disputato 94 minuti (recupero compreso) nell’1-0 con cui la Colombia nella notte italiana tra giovedì e venerdì ha battuto il Venezuela a Barranquilla sulla strada del Mondiale 2026.
Una bella risposta, perché il centrale tornava in campo dopo oltre tre mesi non avendo ancora debuttato in maglia viola alla ricerca della miglior condizione: soprattutto un buon segnale, per Italiano e per la Fiorentina. Come si dice, sono tutti minuti che entrano nelle gambe e nei polmoni, ma anche nella testa del calciatore stesso per ritrovare sprint e consapevolezza: che è il primo passaggio necessario per chi, come Mina, viene da un paio di stagioni tribolate sotto l’aspetto fisico.
Partita da titolare (discreta per rendimento, dicono le cronache) e vittoria conquistata possono essere un ulteriore balsamo tonificante: la strada per diventare il vice-Milenkovic a Firenze, e magari qualcosa di più portando in dote esperienza e qualità che ai Mondiali 2018 in Russia gli hanno permesso di imporsi all’attenzione generale, è adesso tracciata.
E poi c’erano Nico Gonzalez e Lucas Beltran sempre nella notte italiana tra giovedì e venerdì, a loro volta impegnati con l’Argentina contro l’Ecuador (gara risolta, guarda un po’, da Leo Messi): non due così per dire nel gruppo di Italiano. Nico si è ripreso l’Albiceleste a tutti gli effetti e l’ora di gioco disputata è un’iniezione di fiducia per l’esterno della Fiorentina, a cui il destino ha tolto la gioia più bella per un calciatore privandolo del Mondiale poi vinto dall’Argentina a causa di un infortunio.
Su di lui non c’era bisogno di risposte, Italiano non ne aveva bisogno, rappresentando il numero 10 una certezza assoluta. Quello che spera e vuole diventare Beltran, e così si augura tutto l’ambiente viola, ma nulla ha aggiunto ieri la gara della Nazionale di Scaloni che l’ex River Plate se l’è vista tutta dalla tribuna: era abbastanza prevedibile che andasse così alla prima convocazione, ma il selezionatore della squadra campione del mondo ci sta puntando, come ha fatto il club di Commisso investendo una cifra non lontana dai 25 milioni per portarlo a Firenze. E anche a migliaia di chilometri gli occhi della Fiorentina sono puntati su di lui, su Mina e Nico Gonzalez: lontani, ma vicini. E sicuramente importanti.
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