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Fiorentina, Italiano giura: «Reagiremo». Commisso si fida del gruppo

di Francesca Bandinelli
Fiorentina, Italiano giura: «Reagiremo». Commisso si fida del gruppo<br>

Il tecnico viola: «La Fiorentina non è quella vista contro l’Inter»

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FIRENZE. Il boccone della pesante sconfitta di San Siro, contro l’Inter, Vincenzo Italiano lo ha metabolizzato a fatica, ma il tecnico viola è fiducioso. Confida nel carattere della sua squadra, nella forza del collettivo e pure dei singoli, a cominciare da Nzola. «Lo conosco bene, starà soffrendo per non aver ancora segnato. Siamo all’inizio, sarebbe bene sostenere lui e pure i calciatori nuovi, anche Beltran si sbloccherà. Abbiamo bisogno di tutti, vanno superate le difficoltà: per fortuna abbiamo Nico che sta segnando, ma non può farlo soltanto lui. La Fiorentina non è quella di Milano, lavoreremo per reagire subito».

Intervenuto alla serata di “San Frediano a cena”, in piazza del Cestello, insieme al patron Rocco Commisso e alla dirigenza viola, prima di ricevere il Torrino d’oro, il tecnico predica calma: «È solo l’inizio, dobbiamo lavorare e crescere, la strada lunga. Intanto abbiamo raggiunto quello che volevamo, ovvero i gironi di Conference. Ma, in passato, abbiamo già dimostrato di saper reagire. Il premio? Mi riempie d’orgoglio, mi aggiungo ad altri allenatori che lo hanno vinto (da Montella a Sousa, ndr)». Quanto a Maxime Lopez, l’ultimo arrivato in ordine di tempo, Italiano lo promuove a pieni voti: «È un calciatore di qualità, come tutti ha bisogno di trovare l’equilibrio nelle due fasi: nell’ultima gara con c’è stato e l’abbiamo pagato. Con Arthur si somigliano tantissimo, possono giocare insieme o sostituirsi».

A rilanciare il guanto di sfida, invece, è il presidente Rocco Commisso: «Abbiamo già 4 punti in classifica, non è poco rispetto alle altre stagioni. Scommetto che, nelle prime 19 partite, faremo meglio dell’anno passato. Abbiamo migliorato la squadra: adesso è più forte. Non ho ancora conosciuto tutti i giocatori, ma sono convinto che cresceremo. Un appello alla gente per stare più vicini alla squadra? La stragrande maggioranza dei tifosi sta con la Fiorentina, chi critica ci sarà sempre. Il mio lavoro, però, è quello di proteggere allenatore e giocatori: sono contentissimo di tutti loro».

Il presidente, poi, si è seduto al tavolo con il suo tecnico, il dg Joe Barone e il sindaco di Firenze, Dario Nardella. Tra una portata e l’altra della ricca cena - tra la pastasciutta al sugo finto e il peposo all’imprunetina, simboli culinari della città -, è probabile che si sia tornati a parlare di infrastrutture, considerato che, a breve, Palazzo Vecchio presenterà il progetto esecutivo del restyling del Franchi con i 130 milioni già messi a disposizione dal ministero della cultura.

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