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Nico-Lautaro, argentini contro: a San Siro per scrivere la storia

di Francesco Gensini
Nico-Lautaro, argentini contro: a San Siro per scrivere la storia

È sfida tra numeri 10 che si ritroveranno in Nazionale. E Beltran scalza Nzola La Fiorentina va a caccia del secondo successo esterno in campionato con l’Inter

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FIRENZE. Quattro contro uno è sempre da condannare, ma se l’uno si chiama Lautaro Martinez, beh ci può stare, anche perché non c’è alcuna prevaricazione, né tanto meno violenza. C’è solo un pallone che va di qua e di là, un pallone da mettere in rete per aver ragione dell’avversario. E allora la Fiorentina ci prova con i suoi quattro figli della bandiera del sole di maggio contro l’argentino capitano dell’Inter: oggi pomeriggio a San Siro sul far del tramonto sarà comunque un bel vedere. Amici nemici per stasera, compagni da domani almeno Nico, Beltran e Lautaro per rispondere alla convocazione di Scaloni nell’Albiceleste, la prima per Lucas corteggiato, in passato pure dal Mancini.

Fino alle 20 conta la sfida di campionato e Italiano ha tutte le (buone) intenzioni di calare il poker, ripetendo quanto già fatto in questo avvio di stagione: Fiorentina argentina non è questione di rima. È di più, molto di più, e tutto prende spunto dall’integrazione dei nuovi con chi c’era, da Nico Gonzalez elevato(si) definitivamente e finalmente a simbolo di questa squadra e non soltanto per la maglia numero 10 che si è preso, manifestando nei fatti la volontà di essere protagonista oltre a un rinnovato senso di appartenenza, a Martinez Quarta che alla fine è rimasto a Firenze e non col “muso” come farebbe pensare la trattativa sfumata col Betis Siviglia. C’è grande fiducia nel “Chino”, che di suo ha una voglia matta di tornare ad essere il difensore ammirato soprattutto nella prima stagione in viola. Loro due c’erano e l’integrazione è stata realizzata con Lucas Beltran e Gino Infantino, investimenti differenti per modi ed esborso economico, potenzialità e ruoli, ma investimenti che hanno attirato forse più degli altri sei (quanti sono stati gli acquisti degli uomini di mercato di Commisso) le attenzioni della critica e dei tifosi viola. È stato per la ricerca di qualcosa di nuovo e di diverso, per l’idea che illumina il percorso di mercato e segna (potrebbe segnare) il cammino presente e futuro della squadra. Venticinque milioni per l’ex River, poco più di tre per l’ex Rosario: già consacrato l’uno, in cerca di affermazione l’altro, ma entrambi accomunati da quella bandiera e da quei colori che a Firenze non sono guardati come si guardano gli altri. L’inizio è stato abbastanza confortante, ma serve il cambio di passo immediato, specie in Beltran che è chiamato a garantire quei gol che la Fiorentina ormai cerca da troppo tempo nel centravanti. Intanto, al “Meazza” il “vichingo” ha un’occasione speciale. Non solo lui, chiaro. Quattro contro uno, anche se all’inizio sarà uno contro uno, al massimo due contro uno, e in questo secondo caso ci sarebbe un motivo non indifferente ad aggiungere sapore e spessore alla partita.

Nico contro Lautaro è sicuro, numeri 10 a confronto e già questo la dice lunga su come quel numero e quella maglia siano cambiati e stiano cambiando dentro un calcio moderno che così è, che piaccia oppure no. Ma il secondo di “rinforzo” a Nico potrebbe essere subito Beltran che contenderà a Nzola fino all’ultimo il posto là davanti al centro dell’attacco. Per quanto visto giovedì sera e per lo stato di forma atletica dei due “contendenti” non ci dovrebbero essere dubbi, ma nella scelta entrano ragioni che non riguardano soltanto l’aspetto tecnico o fisico e Vincenzo Italiano è allenatore che ci pensa mille e una volta prima di” abbandonare” anche per una sola partita chi è in difficoltà. Come lo è stato l’angolano contro il Rapid Vienna. Tutt’altro: è ragione in più per puntare ancora sull’ex Spezia. Ma uno o due all’inizio, sarà sempre quattro contro uno. Quattro argentini viola contro il fortissimo argentino nerazzurro all’insegna di fantasia, qualità, tecnica, gol e grinta: ci sarà da divertirsi.  

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