Sicurezza
Viola, soffia il vento argentino: Beltrán e Infantino scalpitano
Gonzalez è sempre più riferimento: potrebbe guidare lui i connazionali Italiano: «Dobbiamo ripartire e reagire, anche per il nostro pubblico»
FIRENZE. Reagire, ripartire, rispondere sul campo davanti ai propri tifosi. Lo slogan di Vincenzo Italiano accompagna l’esordio stagionale della Fiorentina al Franchi. Appuntamento oggi alle 18,30 contro il Lecce, gara che si incastona fra i playoff decisivi di Conference League: l’andata a Vienna è stata contrassegnata da un’inattesa seppur rimediabile sconfitta per 1-0, il ritorno giovedì prossimo a Firenze contro il Rapid imporrà ai viola un cambio di ritmo, d’approccio e soprattutto di risultato se vorranno (e lo vogliono) accedere alla fase ai gironi come un anno fa, quando dettero il via alla grande cavalcata.
Nell’attesa però ecco il Lecce degli ex Corvino e Venuti, squadra sempre ostica e temibile, che è appena tolta lo sfizio di rimontare e battere la Lazio alla prima di A e prima ancora passare il turno di Coppa Italia. «Quindi un test difficile contro una formazione in salute, ben assemblata, pericolosa in avanti – avverte il tecnico viola – Ma noi giochiamo davanti ai nostri tifosi e come abbiamo già fatto in passato dobbiamo ripartire e reagire».
Per riuscirci medita di cambiare un po’ di cose negli undici titolari in un Franchi che prevede almeno 30mila spettatori: non è sicuro ma è possibile che il tecnico lanci il nuovo attesissimo duo argentino Infantino-Beltrán che ben ha impressionato nel finale a Vienna confezionando l’occasione più nitida. Per entrambi potrebbe essere l’esordio dal 1’avvicendando Bonaventura nella trequarti e Nzola come punta centrale. «Come vanno i nuovi? Bene – risponde il tecnico attraverso i canali del club – Quelli che sono arrivati prima ormai hanno capito diverse cose e stanno cercando di crescere allenamento dopo allenamento. Chi si è aggregato negli ultimi giorni sta facendo più fatica nell’apprendere ciò che richiediamo. Ma è certo che abbiamo aggiunto qualità alla rosa, sono ragazzi intelligenti e con una cultura del lavoro. Sono convinto che presto saremo un gruppo completo e una squadra vera».
Una Fiorentina che oggi potrebbe essere ancora più argentina in caso di rilancio di Martinez Quarta in una difesa che a sinistra potrebbe sfoderare Parisi (sarebbe l’esordio assoluto) e in caso di conferma (quasi certa) di Nico Gonzalez, il 10 viola andato a segno già a Marassi una settimana fa, di testa. Una Fiorentina che al di là di come scenderà in campo – fra i nuovi scalpitano anche Christensen e Mina – avrà un unico obiettivo in testa: riscattare il ko di Vienna e dare continuità al sontuoso 4-1 sul Genoa con cui sabato scorso ha espugnato Marassi. «La preoccupazione maggiore riguarda il recupero fisico. Fa ancora molto caldo e la fatica si fa sentire – rimarca Italiano –. A livello mentale abbiamo perso una partita, è l’inizio di una nuova stagione, di un’altra storia che non può mai essere uguale a quella passata. Dobbiamo stare sereni. Qualche difficoltà gli avversari ce la possono creare, ma dobbiamo sempre reagire proponendo ciò che ci ha permesso di toglierci molte soddisfazioni. Bisogna ridurre gli errori e rimanere sempre lucidi e concentrati. Abbiamo dimostrato di avere la forza di reagire dopo ogni passo falso: deve essere così anche quest’anno».
Intanto il tecnico recupera Kayode, grande rivelazione contro il Genoa, ma restano ancora ai box gli acciaccati Ikoné e Sabiri. Esclusi dai convocati ancora una volta Amrabat e Jovic ma ormai è una novità: i due sono ritenuti fuori dai piani in attesa di acquirenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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