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Fiorentina-Lecce, 2-2: la Viola dura solo un tempo, poi i salentini salgono in cattedra

di Francesca Bandinelli
Fiorentina-Lecce, 2-2: la Viola dura solo un tempo, poi i salentini salgono in cattedra

Prima il ghanese pennella il cross, da calcio d’angolo, per il colpo di testa dell’argentino. Poi si leva pure la soddisfazione del gol, il numero 4000 nella storia del club in Serie A, ma non basta per restare in testa alla classifica a punteggio pieno

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FIRENZE. Il Franchi è pronto ad accendersi di passione, con gli oltre 30mila spettatori arrivati per assistere al debutto casalingo dei viola dopo il successo a Marassi in campionato contro il Genoa e il ko di Vienna, nell’andata dei playoff di Conference League. Di fronte c’è il Lecce di D’Aversa che, al debutto, ha sconfitto la Lazio nella prima uscita stagionale.

Vincenzo Italiano cambia: tra i pali c’è il debutto del danese Christensen, mentre in difesa, a sinistra tocca a Parisi, acquistato in questa finestra di mercato dall’Empoli. Nel mezzo, a gestire i tempi, c’è Artur, mentre davanti, le chiavi dell’attacco sono nelle mani di Beltran, con Nico e Sottil sulle fasce.

Pronti via, dopo un’attesa di 5 minuti per un problema all’auricolare dell’arbitra Ferrieri Caputi, la Fiorentina prova a dettare subito il ritmo. Sfruttando una deviazione di Pongracic, è Duncan ad andare alla bandierina per battere il calcio d’angolo: Nico, ancora di testa, con uno stacco in fotocopia rispetto a quello di una settimana fa al Ferraris, batte Falcone, forse con la complicità di una deviazione di Ramadani. E’ subito vantaggio per la squadra di casa, col primo tiro in porta utile.

Passano i minuti, ma non cambia l’inerzia del gioco. Ci prova con un tiro a giro Sottil, centrale per Falcone, poi a raddoppiare ci pensa Duncan (dopo l’assist, si concede il vanto della rete). Il suo gol è doppiamente importante, intanto perché mette al sicuro il risultato e poi perché è la rete numero 4000 della storia della Fiorentina in Serie A. Il Lecce fatica a rendersi pericoloso, Strefezza viene controllato senza troppe difficoltà. Talmente tanto che, al 42’, per un soffio, la squadra di casa non cala il tris: Parisi dà il via all’azione, innescando il movimento di Gonzalez. Il 10 viola si inventa un passaggio filtrante ancora per Duncan, Gendrey si lascia ancora una volta anticipare, ma la conclusione del centrocampista si schianta sul palo sinistro.

Nella ripresa, D’Aversa cambia la catena di sinistra: escono Gallo e Gonzalez, a cui Gonzalez e Dodo hanno fatto venire il mal di testa, per Dorgu e Kaba. Il tecnico dei salentini, poi, mette Rafia su Arthur, nel tentativo di spegnergli le polveri. E’ questa mossa che fa riaprire la gara: il centrocampista brasiliano perde un pallone e Rafia, con un destro da fuori area, fulmina Christensen. Il Lecce accorcia le distanze: è 2-1.

La squadra di D’Aversa è rigenerata e, ancora una volta, a fare la differenza sono i cambi. L’ingresso in campo di Krstovic per Rafia garantisce quella freschezza necessaria per riacciuffare il pareggio. E’ il nuovo entrato, al debutto in A, a metterci la firma. Nasce tutto da un passaggio sbagliato della Viola: il montenegrino, su cross di Banda, dopo 98 secondi dal suo ingresso in campo batte Christensen. Italiano tenta l’assalto finale mandando in campo Nzola (per Beltran), Brekalo (per Sottil), Infantino (per Duncan) e Kouame (per Bonaventura). Ma l’ivoriano spreca spedendo a fil di palo l’occasione per il 3-2. Alla fine i rimpianti sono giganteschi: sorride solo il Lecce costruito da Pantaleo Corvino, l’ex ds viola.

Le formazioni

FIORENTINA (4-2-3-1): Christensen; Dodò, Milenkovic, Martinez Quarta, Parisi; Arthur, Duncan; Nico Gonzalez, Bonaventura; Sottil; Beltran. Allenatore: Vincenzo Italiano.
LECCE (4-2-3-1): Falcone; Gendrey, Baschirotto, Pongracic, Gallo; Ramadani, Gonzalez; Almqvist, Rafia, Banda; Strefezza. Allenatore: Roberto D'Aversa.

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