Gioco
Beltran: «Seguo la mia stella: Aguero. In viola per segnare e far sognare»
L’attaccante argentino: «Mi hanno convinto il progetto sportivo e le ambizioni del club»
FIRENZE. «Il presidente arriverà nel fine settimana e potrà così abbracciare Beltran e il resto dei giocatori». Joe Barone approfitta dello scambio di battute con l’attaccante argentino ieri sui canali viola per confermare l’arrivo di Rocco Commisso per l’inizio della nuova stagione: il magnate italo-americano conta di seguire la squadra a Marassi per la prima di campionato contro il Genoa: ovviamente prima saluterà Italiano e tutto il gruppo che lui non vede dalla notte della finale di Conference League, il 7 giugno a Praga, contrassegnata dalla sconfitta con il West Ham (una delusione forte per il patron come per tutto il popolo viola) e insieme darà il benvenuto ai neo acquisti. Fra i quali l’ex River Plate che, costato complessivamente 25 milioni, è il secondo colpo più oneroso della sua gestione dopo Nico Gonzalez.
«Beltran lo abbiamo seguito, voluto, cercato, per il quale abbiamo lavorato tanto. Finalmente è qui e siamo felici che ci abbia scelto, Beltran è un giocatore per il futuro della Fiorentina, ha il suo stile e segna gol importanti – afferma Barone –. Voglio ringraziare il River e il suo presidente per l’accordo raggiunto. Lucas si sposa bene con il gioco di Italiano che così avrà più alternative. In quale Nazionale giocherà? Può essere l’Argentina o l’Italia, sceglierà il ragazzo. Intanto è qui con noi».
Beltran è pronto a raccogliere la grande sfida che lo attende in maglia viola e nel calcio italiano: «A parte il caldo – sorride – sto bene ed è stato un buon approccio. Cosa mi ha convinto ad accettare la Fiorentina? Il progetto sportivo che mi ha illustrato Burdisso, le ambizioni del club, lavorare al Viola Park, mai visto nulla di simile». Sul suo ruolo: «Posso giocare sia da prima che da seconda punta, sono a disposizione dell’allenatore. Mi piace attaccare in profondità ma più di tutto – ammicca – mi piace far gol che è la cosa che conta di più. L’esempio a cui mi ispiro? Ho sempre ammirato Aguero ma anche da tutti i compagni ho cercato di imparare. Mi paragonano anche a Lautaro Martinez? Mi rende orgoglioso anche se io cerco di essere me stesso e fare il mio, i confronti li lascio alla gente».
I primi abbracci sono stati quelli dei connazionali Nico Gonzalez, Martinez Quarta e Gino Infantino: «Mi hanno aiutato da subito ad inserirmi, mi hanno raccontato del club, della città e dei tifosi, tutto questo mi sta aiutando molto come mi aiuterà il fatto che gli italiani e gli argentini sono molto simili, vivono il calcio con la stessa passione. Voglio ringraziare i tifosi viola per il caloroso benvenuto e i dirigenti viola che hanno fatto grandi sforzi per prendermi e rafforzare la squadra, speriamo di ripagarli alla fine vincendo qualcosa».
Lo stesso desiderio che ha Commisso dopo essere andato vicinissimo la passata stagione in Coppa Italia e in Conference.
Il patron viola ha un’agenda fittissima: la fase finale del mercato (diversi ancora i casi da definire in entrata e in uscita), i primi già importantissimi impegni della Fiorentina maschile e femminile (da ieri è al lavoro al Viola Park, debutterà in campionato il 16-17 settembre ospitando il Sassuolo), la conclusione dei lavori del mega centro sportivo e la sua inaugurazione al momento prevista non prima di un mese e naturalmente la delicata questione stadio, dal restyling del Franchi all’ipotesi del trasferimento al “Padovani”.
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