Attenzione
Nzola, Il fedelissimo sarà in campo a Marassi
Il legame tra Italiano e la punta è molto forte e già nei primi giorni si è visto
Firenze Venticinque minuti contro il Sestri Levante venerdì, un tempo intero contro l’Ofi Creta il giorno dopo: per uno che era appena arrivato a Firenze e aveva sì e no un allenamento in gruppo alle spalle, non è affatto poco. Anzi, è molto, e dimostra quanto importante sia M’Bala Nzola per la Fiorentina e se Vincenzo Italiano e ne sta accelerando l’inserimento è perché ci vuole contare subito.
Per subito s’intende sabato a Marassi nel debutto in campionato, in quella che sarà comunque soltanto la prima partita di una serie che si spera e si prevede sia lunga, in cui l’attaccante avrà un ruolo e una parte significativi. Perché a Firenze l’ha voluto l’allenatore che l’ha lanciato e valorizzato (a Trapani), che ha l’ha capito meglio di tutti gli altri (a Spezia) tirandone fuori qualità tecniche e atletiche, nonché trovando la piena sintonia con lui sotto il profilo caratteriale. Italiano è praticamente il “padre” calcistico del ventisettenne angolano e la coppia che si è nuovamente ritrovata in viola offre garanzie e aspettative proprio per questo: l’allenatore siciliano conta su Nzola, mentre di là Nzola sa che deve tanto all’allenatore siciliano.
Non è questione di “debito”, ovviamente, ma di affinità nel segno del pallone comunque mescolata a quel pizzico di riconoscenza che vale sempre. Il rapporto tra i due è forte, fortissimo, che si traduce in un’intesa prodotta da tre stagioni in comune tra Trapani (in Serie C con la conquista della promozione) e Spezia (altra promozione, ma stavolta dalla B alla A e successiva salvezza nella massima serie), grazie a ben ottantadue partite in comune: dentro cui Nzola è riuscito a segnare ventisei reti. Le strade dei due si sono incrociate per la prima volta a Trapani, poi di nuovo a Spezia e, infine adesso a Firenze in una catena di episodi e di situazioni che non è casuale, però non ci vuole molto a capire che questa è l’occasione che più conta perché tanto più c’è in ballo: per la Fiorentina, per Italiano e per Nzola.
Sì, è vero, nel ruolo e nella posizione del centravanti angolano c’è Beltran sbarcato a sua volta nel fine settimana appena passato e ieri ufficializzato dal club di Commisso, che per quello che promette e per il valore annunciato potrebbe essere il titolare: anche se i due hanno caratteristiche differenti e non è da escludere una soluzione pensata e messa in pratica dall’allenatore viola per averli entrambi in campo. Intanto, davanti alla coppia Italiano-Nzola, parlare di posto da titolare per altri attaccanti non è facile. E si badi bene non è questione di “favoritismi”: il tecnico siciliano non regala niente a nessuno e men che mai l’ha fatto con il suo “pupillo”, sapendo che da lui riceve quanto richiesto e quanto può dare solo se stimolato come e più degli altri.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la coppia si è formata di nuovo a Firenze e se Sestri Levante e Ofi Creta non mentono, contro il Genoa l’ex Spezia avrà uno spazio ben preciso per iniziare una storia tutta da scrivere. Nzola e Beltran sono proprio gli ultimi due arrivi di un mercato viola che, dopo otto acquisti (quanti sono al momento), è ovviamente agli sgoccioli e non soltanto per le due settimane in calendario prima della chiusura delle trattative fissata per l’1 settembre. Quel che rimane da fare può essere ancora tanto, come qualità e delicatezza dei ruoli, ma è legato alle uscite di Amrabat (soprattutto) e Martinez Quarta. Fuori uno dei due o tutti e due, è chiaro che la Fiorentina interverrebbe per colmare le partenze. Ma più il tempo passa e più i due continuano ad allenarsi al Viola Park, minori ci sono che questa ipotesi si concretizzi. L’ipotesi della partenza: Manchester United o West Ham per Amrabat (che però vuole i “Red Devils”) , Spagna per l’argentino dopo che si sono chiuse le porte a un suo ritorno al River Plate.l
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