Sicurezza
Viola. L’abbraccio di Firenze. Applausi per la prima di Nzola
Battesimo della squadra di Italiano al Franchi davanti al pubblico di casa. Successo contro il Sestri Levante: bene Sabiri e torna in campo pure Sottil
FIRENZE. Serviva soprattutto per fare il pieno di entusiasmo, oltre che per mettere un altro po’ di benzina nel motore. Serviva per concedersi ad un abbraccio con la città, alla luce dell’inagibilità del Viola Park che ha di fatto costretto la squadra a lavorare, fin qui, quasi sempre in silenzio. E Firenze non si è lasciata distrarre nemmeno dal calendario.
Nonostante il venerdì precedente il lungo week end di Ferragosto, allo stadio, ieri sera, c’erano quasi 8mila persone, pronte a far sentire la propria voce per incitare ciascuno dei giocatori presenti, dal baby Pietro Comuzzo, classe 2005, lesto ad anticipare Jovic e mettere la firma sul primo gol dell’amichevole contro il Sestri Levante, fino all’applauditissimo Nzola, l’antilope arrivata alla Fiorentina nelle scorse ore in quella "rivoluzione" culturale che ha visto partire Cabral e giocare al raddoppio, con anche Beltran a rafforzare il reparto.
È vero, l’attaccante angolano non ha trovato il suo primo gol al debutto in un test, ma l’impegno e la voglia di mettersi in mostra, nel 25 minuti avuti a disposizione, non sono mancati. Deve ancora affinare il feeling con i compagni: una settimana di lavoro, in questo senso, potrebbe già far vedere i primi frutti. È solo questione di (poco) tempo. La squadra viola, ieri sera, ha festeggiato 7 gol (ma con due autoreti dei liguri), con un Sabiri in forma strepitosa, scatenato nell’inventarsi una doppietta, disegnando la parabola giusta da calcio di punizione, e con un Kouame capace di accendersi addosso tutti i riflettori, con rapidità ed efficacia. Ecco perché Italiano, che ieri sera si è affidato a tanti giovani (in porta c’era Martinelli: Cerofolini va a titolo definitivo al Frosinone) risparmiando i big in vista della sfida di stasera con l’Ofi Creta, a lui pare rinunciare sempre mal volentieri.
Tra i singoli, ha fatto bene Amrabat, tra i più chiacchierati sul mercato. Lo United pare essere pronto allo scatto in avanti, ma lui intanto resta concentrato sul presente. Di nuovo titolare dopo l’assenza nella tournée inglese della Sela Cup, è tornato con naturalezza a farsi metronomo del gioco della sua squadra: impostando la manovra e smistando palloni, completamente focalizzato sul da farsi. Sia chiaro, l’errore in occasione della rete di Troiano, per il 7-1 del Sestri, è stato il suo, ma in questo momento è comunque una risorsa da sfruttare. Pure Kokorin, a caccia di una sistemazione sul mercato, non ha perso tempo: pronti via, nella ripresa, ha subito lasciato il segno, pur consapevole che il suo destino non sarà colorato di viola. E Infantino? Alla prima dall’inizio con la nuova società, ha corso ovunque, con un pizzico di disordine tattico di troppo, ma i segnali mandati sono stati incoraggianti, nonostante qualche svarione in fase difensiva.
Da sottolineare il ritorno in campo di Sottil, che fin qui aveva sempre lavorato a parte per i problemi alla schiena. Stasera si replica e sarà davvero la prova generale aspettando il Genoa a Marassi tra una settimana. Ma quello sarà calcio vero. RIPRODUZIONE RISERVATA
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