Con Nzola e Beltran (più Jovic) la Fiorentina pensa in grande
Come cambia l’attacco viola con l’inserimento dei due attaccanti
FIRENZE. Tutto nuovo o quasi. L’attacco della Fiorentina, ovviamente. Che passa da Cabral e Jovic a Beltran e Nzola, ma dei due che c’erano è sicura al momento solo la partenza del brasiliano con destinazione Benfica (20 milioni più 5 di bonus il ricavato: autentica trattativa-capolavoro degli uomini di Commisso), mentre il serbo potrebbe anche rimanere, ma quell’anche dice molto sull’incertezza dei prossimi giorni fino al 1° settembre, giorno di chiusura del mercato. Sempre ricordando che se i viola vendono Jovic, devono girare il 50 per cento di quanto ricavato al Real Madrid e rimborsare i benefici fiscali già usufruiti (poco meno di 1,5 milioni) del decreto crescita. Questione eventualmente da affrontare poi: la cosa certa è che adesso Vincenzo Italiano sta studiando una nuova formula per l’attacco. Nuova per modo di dire, perché è difficile se non improbabile che l’allenatore siciliano deroghi dal 4-2-3-1, ormai fisso per la scorsa stagione e già riproposto in tutte le amichevoli fin qui disputate. Al limite può tornare al 4-3-3, punto di partenza di tutto del calcio che gli appartiene, ma non si scappa da questi due moduli. E lì dentro vanno sia M’Bala Nzola che Lucas Beltran. Un’altra cosa è sicura: l’angolano e l’argentino sono molto diversi per caratteristiche atletiche e qualità di gioco. Scelti insieme non a caso, insomma. Daranno varietà di colpi al reparto offensivo, consentiranno più forza o più tecnica, o tutte e due contemporaneamente, a seconda dei casi. L’ormai ex Spezia, che ha in Italiano un vero e proprio padre putativo nel mondo del pallone come dimostrano le 82 partite e 26 gol con il marchio in comune tra Trapani e Spezia, sarà il terminale offensivo, l’ariete a cui aggrapparsi per fare breccia nelle difese come in tante occasioni la Fiorentina non è riuscita a fare l’anno passato. Nel 4-2-3-1 di cui sopra, tanto per rimanere in tema, sarà chiaramente il punto di riferimento offensivo, quello che Gonzalez e Ikoné dovranno rifornire dalle fasce con cross e assist, e che Bonaventura dalla posizione centrale di trequarti dovrà seguire a rimorchio per sfruttarne gli spazi aperti. Tutto ciò lasciando libero Nzola di esprimersi per quello che l’istinto gli dice di fare: le gabbie tattiche non fanno per lui. Quindi, l’intero fronte offensivo, dal centro spaziando a destra e a sinistra, sarà il suo regno. A tinte viola. E qui s’inserisce benissimo Lucas Beltran, sulla carta d’identità di professione centravanti, perché innanzitutto, sempre a proposito d’istinto, la porta avversaria è l’attrazione naturale e automatica per la testa e gli occhi dell’argentino, che sa esaltarsi ed essere micidiale negli ultimi sedici metri abbinando precisione e rapidità d’esecuzione. Infatti, vai a vedere la stagione disputata fin qui, che in Sudamerica è parecchio avanti per il “rovescio” delle stagioni rispetto all’Europa, e le 12 reti in campionato hanno tutte più o meno quel modo di costruirle e di realizzarle, ma sempre accompagnate dal movimento per andare a cercarsi la posizione migliore. Tra l’altro, significano l’affermazione definitiva dell’attaccante dei “Milionarios”, passato dai 3 gol (in 21 gare) del 2022 ai succitati 12 (in 25) del 2023. Ecco perché Beltran può diventare la punta a supporto di Nzola o, meglio, a supporto di un’azione viola che può essere più incisiva e più “pesante”: basta che Italiano torni al 4-3-3, con tridente completato da Gonzalez, è il gioco è fatto, oppure che si affidi al 4-2-4 come in più di un’occasione ha proposto se c’era da rimontare uno svantaggio e là davanti la squadra viola sarebbe pungente e imprevedibile. Ciò che è stato deciso per l’attacco ha i cromosomi della rivoluzione vera e propria e come tutte le rivoluzioni ci si aspetta che porti grandi cambiamenti, cioè risultati: la Fiorentina con Nzola e Beltran adesso pensa in grande.
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