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Stadio di Firenze, avanti tutta sul Padovani. «La Fiorentina? Aveva accettato»

di Luca Gasperoni
Stadio di Firenze, avanti tutta sul Padovani. «La Fiorentina? Aveva accettato»<br>

Il Comune va dritto, ma il club non intende investire sull’impianto a tempo

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FIRENZE. Avanti tutta di Palazzo Vecchio sulla pista Padovani come futura destinazione della Fiorentina durante gli anni di lavoro per il restyling dello stadio Franchi. Troppi gli svantaggi dietro al ribaltone, chiesto a gran voce dalla società viola anche dopo aver calcolato in 30 milioni di mancati incassi per tickets e diritti tv nel biennio, per continuare a giocare a capienza ridotta nell’impianto durante i cantieri.

Dalla sospensione dei lavori per 90-120 giorni all’anno per preparare lo stadio in vista delle partite di campionato che porterebbe quindi a un raddoppio dei tempi di ristrutturazione fino all’aumento dei costi per i lavori temporanei, destinati a crescere del 25-30%. Rischi che uniti alla convenzione sottoscritta con la Fiorentina, dove è messo nero su bianco la necessità di un trasloco per due anni (2024-2025 e 2025-2026), spingono il Comune a tirare dritto per la soluzione Padovani senza ulteriori ripensamenti. Nella speranza, totalmente remota, di convincere la società a contribuire in parte agli 8-10 milioni stimati per l’ampliamento fino a 16mila posti, sul modello di Cagliari e Bologna. Una possibilità che la Fiorentina non è intenzionata neanche a valutare, restando in attesa di risposte considerate di primo piano: costo della concessione d’uso, durata e aspetti legati al commerciale. Il patron Rocco Commisso è sempre stato chiaro e prima della partenza per gli Usa ha ribadito non essere disposto ad investire nemmeno un «solo penny» sul nuovo impianto. E comunque, in casa viola, questo trasloco, per quanto dall’altra parte della strada, non convince. A fare chiarezza sui destini di squadra e tifoseria per il prossimo biennio è l’assessore comunale allo Sport, Cosimo Guccione, rispondendo alle domande del consigliere FdI, Jacopo Cellai, in Consiglio comunale. «Il Padovani era una delle ipotesi ipotizzate e la Fiorentina, prima di ogni soluzione presentata dal Comune, ha comunicato tale idea alla stampa a inizio maggio. Stiamo sviluppando un’idea che prevede la realizzazione di una struttura definitiva coperta e vari servizi da 4mila posti e una struttura provvisoria di 12mila sedute».

Nello specifico, aggiunge Guccione, «il Comune è intenzionato a finanziare la struttura fissa e sta definendo delle soluzioni per finanziare la provvisoria». Il costo totale, si stima, è in linea coi 9 milioni di Cagliari e dei 12 milioni previsti a Bologna. Una decisione, torna a sottolineare Guccione, legata al via libera della società: «Alla fine del 2022 sono state ipotizzare 3 soluzioni: la Fiorentina alla fine ha scelto quella ibrida, giocabilità e utilizzabilità dello stadio per la stagione 2023-24 con eccezione dell’intera curva ferrovia da gennaio 2024 e non utilizzo per il 2024-25 e 2025-26».

Tanto più che l’analisi sulla possibilità di restare al Franchi ha fatto emergere tutta una serie di criticità. «Non più di 16mila posti dislocati in configurazioni diverse e, per ogni evento calcistico, la necessità stoppare i lavori per 3-4 giorni, per il ripristino. Con 30 partite all’anno, i giorni di stop sarebbero 90-120, il 30% dei giorni. Le tempistiche raddoppierebbero, così come gli anni di gioco in uno stadio-cantiere. Senza dimenticare i maggiori costi, con incrementi del 25-30%». Ragionamenti che sembrano chiudere la porta all’ipotesi di giocare al Franchi nonostante la ferma volontà della società viola di restare, come ipotizzato dall’allora progetto dell’architetto Casamonti.


 

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