Gioco
La Fiorentina guarda alla Germania aspettando l’accordo per Parisi
Sul terzino manca solo la firma, piacciono Christensen, Lukebakio e Fullkrug
FIRENZE. Questione di dettagli, che poi sono quelli che più fanno penare quando ormai hai la penna in mano per firmare. Dettagli in questo caso tra la Fiorentina e l’Empoli per cambiare la maglia dell’esterno sinistro classe 2000 dall’azzurro al viola, ma ormai davvero ci siamo e il giorno appena trascorso è servito per lo scambio dei documenti di una trattativa che viceversa si è sviluppata piuttosto velocemente rispetto agli standard abituali. Tant’è vero che è già stato individuato il primo giorno utile per le visite mediche del giocatore campano: venerdì 14 è atteso al Viola Park interrompendo la settimana in più di vacanze che gli ha concesso il club del presidente Corsi per gli impegni con la Under 21. Significa che Fiorentina ed Empoli hanno approvato i documenti di cui sopra dopo aver limato le ultime differenze economiche, dando il via libera all’accordo con Parisi in viola fino al 2028. Si aspettano soltanto firme e annuncio. Non solo Parisi, che forse a sorpresa o forse no, aprirà l’elenco dei nuovi arrivi in casa viola sempre eccezion fatta per Sabiri che nuovo del gruppo è a tutti gli effetti e ieri ha conosciuto Vincenzo Italiano e lo staff al Viola Park, ma il suo acquisto risale a gennaio scorso, quando la Fiorentina l’ha preso per un paio di milioni dalla Sampdoria piazzando il colpo giusto al momento giusto, e poi l’ha lasciato in prestito al club blucerchiato fino al termine della stagione. C’è tutto il resto, inserito nei programmi concordati tra i dirigenti e l’allenatore, e comprende almeno un rinforzo per ogni reparto non necessariamente legato a chi parte (capitolo a breve). Per il portiere è sempre corsa a tre fra Horn (svincolato dal Colonia), Grabara (Copenaghen) e Christensen (Hertha), con Audero proprio della Sampdoria in posizione più defilata però sempre pronto a scalare posizioni se le vicende che riguardano gli altri dovessero andare troppo per le lunghe. Tre nomi, tre profili differenti, tre situazioni distinte: è l’ultimo arrivato ad avere adesso i favori ed è da tenere sott’occhio con attenzione, perché a Berlino gioca anche Lukebakio, esterno molto gradito a Italiano per il modo di giocare da ala vera e per il contributo che garantisce in chiave offensiva (lo scorso anno 11 gol e 4 assist in Bundesliga). Classe 1999 il portiere danese, classe 1997 il belga, la Fiorentina inserirebbe in gruppo due giocatori giovani e con ottima esperienza e sta provando a mettere insieme la doppia trattativa con il club tedesco. Un rinforzo almeno per reparto significa che gli uomini di mercato di Commisso interverranno ancora in difesa per sostituire il centrale che parte tra Igor e Quarta: ad ora è più probabile che sia il brasiliano, richiesto dal Fulham, ma i 10 milioni del cartellino continuano ad essere un ostacolo rilevante. Intanto, la Fiorentina tiene lì Nikolaou dello Spezia e Rouault del Tolosa come possibili alternative a Igor, con pensiero a prendere ovviamente entrambi se dovesse uscire anche Martinez Quarta. Dalla difesa al centrocampo la storia non cambia, nel senso che c’è sempre una partenza pressoché sicura a rallentare come minimo le operazioni in entrata. In questo ancora più rilevante: Amrabat vale 30 milioni ed è chiaro che la parola fine ad una cessione onerosa ma certa per espressa volontà del diretto interessato non è dietro l’angolo. Manchester United e Atletico Madrid sembrano i più interessati al Nazionale marocchino, però solo quando lo faranno con argomenti concreti il club viola si butterà su Hjulmand del Lecce e Demirbay del Bayer Leverkusen, mentre in queste ore sta tornando di moda il nome dell’udinese Pereyra. Infine, l’attacco: o Dia o Fullkrug, ma il tempo stringe per la clausola da 25 milioni sul senegalese della Salernitana che dopo il 20 luglio costerà molto di più e allora la Fiorentina guarda con interesse sempre in Germania per il capocannoniere del Werder Brema, però in questo momento intenzionato a rimanere in patria.
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